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domenica 28 aprile 2019

PERCHE' IL GAS E' VELENOSO

Il gas, così detto, di città , in realtà, è una miscela di gas, uno dei quali, l'ossido di carbonio, è il maggior responsabile della sua tossicità.
L'ossido di carbonio, che si trova anche nel gas di scarico delle automobili, è molto tossico per il nostro organismo: una piccolissima quantità (0,5%) nell'aria che respiriamo basta infatti per provocare l'avvelenamento.

mercoledì 18 ottobre 2017

INFORTUNI DOMESTICI


Una statistica di poco tempo fa rivela che ogni anno nel mondo muoiono circa cinquecentomila persone ( di cui una buona parte  bambini ) per incidenti accaduti in casa.

Questa cifra non vuole spaventare, è chiaro, ma mostrare che anche in casa, luogo ritenuto assolutamente sicuro, possono avvenire incidenti gravi e talvolta mortali. Fra le tranquille pareti domestiche, infatti, ci sono moltissime possibilità di infortuni: l'elettricità, il gas, le varie sostanze chimiche per pulire e disinfettare, i liquidi bollenti, gli oggetti appuntiti e taglienti, le macchine, ecc.

È necessario e importante quindi, che le persone che vivono la casa conoscano bene questi pericoli e soprattutto sappiano quali norme usare per prevenirli, evitarli e porvi rimedio.

giovedì 29 settembre 2016

BENZINA E SICUREZZA


Mentre si fa il rifornimento di benzina non solo si deve spegnere il motore, ma anche le sigarette di tutti coloro che si trovano sulla vettura. In quel momento infatti l'interno della macchina e l'atmosfera intorno ad essa sono carichi di vapori di benzina infiammabilissimi. Occorre anche tenere aperti i finestrini per cambiare rapidamente l'aria; è accaduto a volte che una scintilla, originatasi durante la messa in moto del motore, provocasse un incendio a contatto con l'atmosfera carica di gas.

venerdì 4 dicembre 2015

REFERENDUM ANTI TRIVELLE

"La Corte di Cassazione dice 'sì' al referendum sull'articolo 38 della legge 'Sblocca Italia' e sull'articolo 35 del decreto Sviluppo. Il lavoro fatto con i Consigli Regionali raggiunge un obiettivo importante. Adesso sarà la Corte Costituzionale a decidere. Restiamo fiduciosi". Lo ha scritto, in un post su Facebook, Piero Lacorazza (Pd), presidente del Consiglio regionale della Basilicata, capofila dell'iniziativa referendaria contro le trivellazioni in mare. Il 9 dicembre a Roma, ha poi annunciato Lacorazza, è prevista una "riunione dei delegati delle Regioni promotrici del referendum: saremo pronti e organizzati se le norme non dovessero cambiare". 

La Corte di Cassazione ha dichiarato quindi "conformi a legge" i sei quesiti referendari "anti trivelle", ovvero sulle procedure per l'estrazione di idrocarburi e sul "limite" in mare per le piattaforme petrolifere, presentati da dieci Consigli regionali (Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise), che riguardano l'abrogazione di alcune parti dell'articolo 38 dello "Sblocca Italia" (e di alcune norme collegate) e dell'articolo 35 del "Decreto Sviluppo".

Il 30 settembre scorso i rappresentanti dei Consigli regionali di dieci Regioni - Basilicata, Marche, Puglia, Sardegna, Abruzzo, Veneto, Calabria, Liguria, Campania e Molise - hanno depositato in Cassazione sei quesiti referendari contro le trivellazioni entro le 12 miglia e sul territorio. Capofila dell'iniziativa è stata la Basilicata. I sei quesiti chiedono l'abrogazione di un articolo dello Sblocca Italia e di cinque articoli del decreto Sviluppo. Questi ultimi si riferiscono alle procedure per le trivellazioni.