Il nome cocomero è quello prevalente in Italia ed è derivato direttamente dal latino. ma nel settentrione d'Italia è più frequente con il nome di anguria, di derivazione greca (interessante è che in greco moderno la parola anguri significa "cetriolo", che del cocomero è parente stretto). Nel meridione invece lo si può chiamare anche "melone d'acqua". Altri nomi sono: pateca (a Genova) e sindria (in certe zone della Sardegna).
Visualizzazione post con etichetta cocomero. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta cocomero. Mostra tutti i post
mercoledì 14 agosto 2019
domenica 27 luglio 2014
COCOMERO
Non tutti sanno che il cocomero (o anguria che dirsi voglia) è di
origine africana, ed è costituito per 95 % di acqua, con moderate quantità di
zuccheri (circa 4gr ogni etto di parte commestibile). A tutti gli effetti un frutto
dissetante, dal basso contenuto energetico (16 kcal/etto), il cocomero apporta,
oltre al potassio (e a modeste quantità di vitamina C), la citrullina, che
nell'organismo viene convertita in arginina, un aminoacido precursore
dell'ossido nitrico, potente regolatore della funzione dei vasi sanguigni. Da
non sottovalutare, poi, che l'anguria è fonte di licopene, forte antiossidante
in virtù della sua struttura alchilica, del numero di doppi legami coniugati e
della elevata idrofobicità. Il licopene, come altri carotenoidi, ha attività di
prevenzione dei tumori. Le prime ricerche in questo senso sono state stimolate
da studi epidemiologici che hanno evidenziato una relazione tra consumo di
frutta e vegetali in generale e diminuzione del rischio di certi tipi di
cancro. Diversi studi pubblicati attribuiscono al licopene la capacità di
ridurre il rischio di cancro alla prostata nell'uomo, e ricerche sperimentali su
topi indicherebbero che esso ha la capacità d i sopprimere la crescita di
cellule tumorali mammarie.
Iscriviti a:
Post (Atom)

