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giovedì 30 giugno 2016

RIFIUTI E SPESE

  I rifiuti calano, ma aumentano i costi per la raccolta
Dal dossier di Confartigianato sui servizi di raccolta rifiuti e pulizia delle città italiane risulta che negli ultimi cinque anni, i rifiuti sono diminuiti del 10,1%, ma il costo per la raccolta è salito del 22,7%, vale a dire il 15% in più rispetto al tasso di inflazione (+7,7%) e il 13,1% in più rispetto alla crescita media del costo di questo servizio (+9,6%) registrata nell'Eurozona.

In soldi, per esempio, il costo del servizio di igiene urbana ha inciso nel 2014 sulle tasche di famiglie e imprenditori, calcola ancora Confartigianato, per 167,80 euro pro capite di media, per un totale di 10,2 miliardi. 

giovedì 10 settembre 2015

RAEE ILLEGALE

Secondo un interessante studio Countering WEEE Illegal Trade 6,2 milioni di apparecchi elettrici ed elettronici dei 9,5 milioni totali prodotti nel 2012 nei 28 Paesi dell'Ue più Norvegia e Svizzera (cioè il 65%), sono finite nella spazzatura o sono state esportate o riciclate in modo non corretto, Invece di finire nei centri di raccolta appositi per un riciclo corretto.

Questo ha comportato la perdita, per l'industria legale, del riciclo di metalli preziosi come oro e argento, per un valore stimato fra 800 milioni e 1,7 miliardi di euro all'anno.

Lo studio Countering WEEE Illegal Trade ha indagato per due anni nel mercato dell'usato e dei rifiuti di apparecchi elettrici e elettronici (RAEE). Coordinato dall'Interpol lo studio ha coinvolto United Nations University (UNU), United Nations Interregional Crime and Justice Research e Compliance & Risks, ed è stato finanziato dall'Unione europea.

Vediamo i principali risultati di questo studio. Solo il 35% (3,3 milioni di tonnellate) di RAEE finisce nei centri ufficiali di raccolta e riciclo. L'Italia spicca e in questa pratica si piazza agli ultimi posti con poco più del 20%, appena prima di Romania, Spagna e Cipro. Tra i paesi più virtuosi, Svezia e Norvegia con circa l'85% di riciclo. 

In Europa la gestione non corretta dei RAEE riguarda circa 4,7 milioni di tonnellate di apparecchi, una quantità 10 volte superiore a quella spedita verso Paesi stranieri senza regolari documenti di esportazione. Delle 1,3 milioni di tonnellate esportate fuori Europa senza documenti regolari, 400 mila tonnellate (il 30%) era costituto da RAEE, il restante 70% erano invece apparecchiature funzionanti.

La gestione non corretta dell'e-waste comporta oltre ai danni economici anche pericoli per la salute: uno studio del 2014 dell'Università delle Nazioni Unite aveva avvertito sui rischi di cancro, danni epatici e renali e problemi dello sviluppo mentale legati ad alcune sostanze tossiche presenti nei Raee, come mercurio e piombo.

Anche se non si hanno prove certe, gli studiosi sospettano il coinvolgimento del crimine organizzato nella gestione dei RAEE in alcuni Paesi, dato che questa forma di commercio illegale può generare profitti e viene difficilmente scoperta.

Per combattere questa forma di commercio illegale David Higgins, capo del Environmental Security Sub-Directorate di Interpol e coordinatore del progetto, proponeva una maggiore prevenzione da parte dei Governi nazionali attraverso l'adozioni di specifiche sanzioni amministrative e penali.







giovedì 4 dicembre 2014

MERCATINI DI NATALE

 
 
E’ iniziato il mese di dicembre, l’aria è fredda… ma la magia dei più incantevoli Mercatini di Natale, sia in Italia che in Europa, riscalda l’atmosfera con luci, profumi e suoni.
Occasioni ideali per una giornata o un weekend fuori porta!

giovedì 9 ottobre 2014

EBOLA

La notizia del primo caso di Ebola contratto in Europa ha riacceso lo spauracchio di una possibile mutazione del virus che porti l'infezione a diffondersi per via aerea.
Uno scenario inquietante che è stato prontamente smentito dall'Organizzazione Mondiale della Sanità: il virus non è in grado di trasmettersi in altro modo se non attraverso i fluidi corporei.  E l'ipotesi che possa modificare le sue vie di trasmissione rimane per ora altamente inverosimile.
 

giovedì 2 ottobre 2014

SOCIETA' PARTECIPATE IN ITALIA SERVONO?

In Italia ci sono troppe società partecipate locali. Secondo il Mef, ministero dell'Economia e delle Finanze, erano 7.726 al 31 dicembre 2012. La banca dati della presidenza del Consiglio invece ne conta circa diecimila (tanto per avere un metro di paragone europeo: in Francia sono un migliaio), e troppe sono inefficienti.

venerdì 4 luglio 2014

FORESTE CONTRO LA POVERTA'

Il Rapporto FAO "State of the World's Forests" mostra che il settore forestale riesce a dare lavoro ufficialmente a oltre 13 milioni di persone e ha un valore annuo di 600 miliardi di dollari (circa 150 dollari per ettaro). A questi si devono aggiungere circa 41 milioni di occupati "non ufficiali" (piccole realtà che operano in manufatti e prodotti artigianali, legna da ardere e beni non derivati dal legno) che producono entrate pari a 125 milioni di dollari.

In particolare le aziende specializzate in prodotti di legno massiccio sono quelle che impiegano più personale (oltre 5,5 milioni di persone), seguono le aziende che producono pasta di legno e della carta (4,3 milioni). 

Nel Rapporto viene stimata anche l'occupazione informale nel settore che risulta una voce molto significativa nelle regioni meno sviluppate: il 12% della popolazione mondiale (840 milioni di persone) raccoglie il legno per utilizzarlo come combustibile. Le stime indicano che circa 2,4 miliardi di persone (circa il 40% della popolazione nei paesi meno sviluppati) utilizzano la legna come combustibile per cucinare, e circa 764 milioni di persone utilizzano il legno per sterilizzare l'acqua.

Bisogna pensare infatti che il legno rappresenta il 27% della fornitura energetica primaria in Africa, il 13% in America Latina e nei Caraibi, il 5% in Europa e in Asia e in Oceania. In Europa e nel Nord America circa 90 milioni di persone utilizzano l'energia del legno come fonte principale di riscaldamento.

Questi benefici socio-economici che il settore forestale offre non vengono, però, considerati in maniera corretta dalle politiche delle foreste, pur potendo contribuire alla riduzione della povertà, allo sviluppo rurale e al raggiungimento di un'economia più sostenibile.

Occorre orientare in modo diverso le politiche nazionali spostando l'attenzione sul ruolo delle foreste come fornitore di cibo ed energia, apportatore di vantaggi per tutti coloro che desiderano beneficiarne, soprattutto coloro che ne hanno più bisogno. 

Serve una maggiore consapevolezza sulle questioni relative alla gestione sostenibile delle foreste e delle altre risorse naturali.

domenica 1 giugno 2014

POLLENZO - SCOPRIRE IL CIBO


Al 30 di giugno l'Università delle scienze gastronomiche di Pollenzo riparte dal nuovo corso dell'Alto Apprendistato per imparare il mestiere dell'Affinatore di formaggio. Mestiere apprezzato e ricercato in Francia, Svizzera, Belgio, Inghilterra e Spagna, ma ancora poco conosciuto in Italia. Il corso prevede, dopo 3 mesi di lezioni in aula, qualche prima esperienza in laboratorio e visite in malga, 6 mesi a stretto contatto con i migliori affinatori italiani e europei.

sabato 26 aprile 2014

SACCHETTI DI PLASTICA

Divieti dell'UE ai sacchetti di plastica, l'Italia un esempio da seguire
E' stata approvata a Strasburgo dal Parlamento europeo una nuova direttiva sugli imballaggi e i rifiuti di imballaggio per ridurre il consumo di borse di plastica in materiale leggero. Entro il 2019 l'Unione Europea dovrà tagliare dell'80% l'uso dei sacchetti della spesa di plastica leggera, che sono i più diffusi e i più inquinanti.

Nel 2010 sono stati utilizzati e consumati in Europa circa 10 milioni di shopper non biodegradabili e circa il 90% non è stato riutilizzato ed è rimasto tra i rifiuti, causando gravi danni all'ecosistema.

L'Italia rappresenta in questo un esempio da seguire: in soli tre anni dall'entrata in vigore della legge di divieto degli shopper non compostabili il nostro Paese ha dimezzato il consumo di sacchetti di plastica. Prima del divieto l'Italia era tra i paesi europei che utilizzavano maggiormente i sacchetti usa e getta.

Ora toccherà all'Europa eliminare gli shopper non biodegradabili. Gli Stati membri dovranno dimezzare il consumo entro il 2017 e ridurlo dell'80% dopo due anni. Entro il 2019 i sacchetti di plastica usati per avvolgere gli alimenti dovranno essere sostituiti da sacchetti biodegradabili e compostabili.

Nel caso venisse applicata la tassa,essa  dovrà essere elevata tanto da raggiungere i risultati di riduzione che sono stati stabiliti. Per evitare distorsioni della direttiva è stato stabilito che i sacchetti riutilizzabili non possono costare meno di quelli usa e getta. Attraverso un differenziale di prezzo, viene riconosciuto l'apporto dei sacchi biodegradabili e compostabili nell'incrementare la qualità e quantità del rifiuto organico raccolto in modo differenziato.

L'approvazione definitiva della direttiva dovrebbe avvenire nei prossimi mesi, nel corso della presidenza europea dell'Italia.