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martedì 13 febbraio 2018

GENITORI E GIOCHI DEI BAMBINI

Quando il bimbo mostra ai genitori i risultati dei propri giochi, questi non devono per nessun motivo apparire distratti, ma interessarsi a ciò che vedono, chiedendo spiegazioni, approvando, congratulandosi; il piccolo si sentirà spronato e capito e non perderà il proprio senso di sicurezza.

martedì 17 gennaio 2017

GLI AMICI DEI FIGLI E GLI ERRORI DEI GENITORI


Qualche genitore, giustamente desideroso di facilitare al figlio/a la scelta degli amici, si mette addirittura al suo posto, lo spinge a giocare con questo o con quello, decide per lui quali sono gli amici migliori, scarta questo bambino perché è troppo maleducato o malvestito, quest'altro perché è troppo prepotente, quest'altro ancora perché è troppo timido. Genitori di questo tipo devono tenere presente che il proprio ruolo è quello di aiutare il figlio, di incoraggiarlo, ma non di sostituirlo nella scelta. L'evoluzione psichica si compie per gradi: inoltre ogni bambino/a, nel quadro dell'evoluzione generale, ha un suo ritmo particolare di sviluppo. Questo ritmo va rispettato il più possibile. Così nella scelta di un certo amico/a un bambino/a manifesta un suo particolare bisogno, che può avere origini diverse. Per esempio, può darsi che un bambino/a di condizione sociale elevata trovi interessante frequentarne uno di condizione più modesta, perché nell'amico/a trova probabilmente più spirito di iniziativa, più ricchezza di esperienze concrete. Sarebbe un errore impedirgli un contatto del genere, pensando che l'amicizia con un bambino/a socialmente inferiore lo impoverisca  al contrario, un'amicizia del genere può ampliare le sue nozioni del vivere comune, arricchire la sua esperienza umana e lui/lei stesso/a, In un altro caso, può darsi che un bambino/a  timido/a preferisca giocare con un solo amico/a, piuttosto che con un gruppo di bambini.

 Queste scelte vanno rispettate e, quanto meno il bambino/a verrà forzato ad avere amicizie che non gli piacciono, che non rispondono alle sue vere esigenze, tanto più naturalmente e positivamente si compirà il suo sviluppo sociale.

I genitori potranno intervenire utilmente quando si presentano delle vere e proprie difficoltà, cioè quando il bambino/a vorrebbe comunicare con i suoi coetanei ma viene respinto, quando il bambino/a sceglie dei cattivi amici, quando il bambino/a non desidera farsi degli amici e preferisce isolarsi.

mercoledì 27 luglio 2016

LA MENINGITE


Tra le malattie dell’ infanzia, la meningite è sempre stata una delle più temute, per la gravità del suo decorso e le conseguenze spesso disastrose.

Prima della scoperta degli antibiotici, un bambino colpito da meningite aveva ben poche speranze di una completa guarigione, perché in genere, se riusciva a salvarsi, restava vittima di menomazioni psichiche permanenti. I mezzi terapeutici attuali guariscono ormai, nella maggioranza dei casi, un'infezione meningea, purché non si intervenga troppo tardi. Ecco perché è indispensabile che i genitori imparino a riconoscere i primi e più importanti segni di questa malattia, per poter tempestivamente chiamare il medico e iniziare cosi al più presto le cure adatte.

CHE COSÈ ?

La meningite è l'infiammazione delle meningi, cioè delle sottili membrane sovrapposte che avvolgono il cervello e il midollo spinale, isolandoli come in un involucro protettivo dalla faccia interna della calotta cranica. Gli agenti responsabili di questa infiammazione sono diversi (streptococco, stafilococco, meningococco, ecc.) e colpiscono più facilmente i bambini già indeboliti da una precedente malattia o in particolari condizioni di denutrizione.

Abbastanza frequenti sono le meningiti che seguono a malattie virali; come l’influenza, la parotite, il morbillo e la varicella.

Una particolare forma di meningite è quella di origine tubercolare, dovuta al bacillo di Koch, entrato nell'organismo in seguito a una localizzazione polmonare.

sabato 14 febbraio 2015

DISACCORDO FRA GENITORI


Quando fra i genitori regna il più perfetto accordo, i figli hanno nella famiglia il terreno migliore nel quale crescere e svilupparsi. Quando invece c'è disaccordo, è assolutamente necessario che i genitori facciano i più grandi sforzi per diminuire se non eliminare questa ostilità, perché nulla influisce negativamente sul carattere dei bambini quanto un'atmosfera familiare continuamente tesa da liti e questioni.
Può darsi che siate così bravi da non fare mai scenate di fronte ai vostri figli  e questo è già una buona cosa, ma non illudetevi eccessivamente: anche il nervosismo contenuto, i pianti nascosti,  l’irritazione segreta che regna fra i genitori finiscono per raggiungere e contagiare i bambini, molto più presto e più profondamente di quanto non si creda.

martedì 9 dicembre 2014

DOMANDA DI MATRIMONIO

 
 
 
Un tempo spettava al padre del giovane chiedere, a nome del figlio, la mano della ragazza al padre di lei. Oggi i giovani godono di maggior libertà; generalmente, quindi, si intendono fra di loro e poi comunicano le loro intenzioni ai genitori.