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domenica 10 dicembre 2017

COLTIVAZIONE IN VETRO


Una coltivazione adatta per questo periodo in cui le vostre piante sono in riposo: il terrarium. Vi occorre uno di quei grandissimi recipienti di vetro fatti come bicchieri da cognac o un grosso globo di vetro per pesci rossi o di qualsiasi altra forma. Ponete sul fondo uno strato di ghiaia, quindi uno strato sottile di terra universale. Su questa disponete, dopo averle tolte dal vaso alcune piantine che avrete acquistato presso un fiorista  richiedendo qualità e che possano vivere bene insieme.

Ponete altra terra tra una pianta e l'altra quindi innaffiate versando l'acqua lungo le pareti interne del recipiente. Coprite poi con un piattino, mettendo il terrarium bene in luce presso una finestra. Vedrete le piantine svilupparsi e prosperare nella vostra serra in miniatura, dove si formerà un'atmosfera umida per l'evaporazione dell'acqua che condensandosi lungo le pareti del recipiente tornerà a bagnare la terra. Occorre dare aria per un quarto d’ora una volta la settimana, innaffiando solo se il terreno si asciuga.

sabato 3 dicembre 2016

VERDURA VERDE

Per conservare il verde alla verdura lessata basterà bagnarla abbondantemente appena cotta, quando è ancora bollente, con acqua fredda. 

venerdì 15 gennaio 2016

EDILIZIA SCOLASTICA

Legambiente ha presentato il XVI Rapporto Ecosistema Scuola, l'indagine annuale sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Per Legambiente sono ancora tante le questioni da affrontare: prima fra tutte la forte disparità territoriale che c'è tra Nord, Sud ed isole del Paese in fatto di qualità del patrimonio edilizio scolastico, di investimenti, servizi e buone pratiche sostenibili.

Nella Penisola su 6.310 edifici, circa il 65% è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974. Il 39% necessita di interventi di manutenzione urgente, il 29,3% si trova in aree a rischio sismico, il 10% in aree rischio idrogeologico e il 10,4% in aree a rischio vulcanico. 

Sono, poi, ancora davvero poche le scuole costruite con criteri di bioedilizia, sono solo lo 0,6%, mentre solo l'8,7% sono quelle edificate con criteri antisismici. Sul fronte delle pratiche sostenibili, aumentano gli edifici (14,3%) che usano energia rinnovabile mentre si registra un calo del servizio scuolabus e dei servizi scolastici. A guidare, invece, la graduatoria della qualità dell'edilizia scolastica sono sempre le città del nord. Al primo posto svetta Trento, seguita da Reggio Emilia e Forlì. Quest'anno Roma è tra le città escluse dalla graduatoria, perché ha inviato meno del 50% dei dati richiesti.
 
Per quanto riguarda i servizi scolastici, solo nel 5,3% delle mense scolastiche si servono pasti interamente biologici, così come la media di prodotti biologici che si attesta al 51,3%. Scendono poi al 55,9% le scuole che nelle mense servono acqua di rubinetto (nel 2013 erano il 65,1%). Anche i servizi relativi alla mobilità-scuola non decollano: solo il 25,8% delle scuole usufruisce del servizio scuolabus, mentre il 5,9% del servizio pedibus. Questo comporta un maggiore utilizzo nel percorso casa scuola del mezzo privato, che sta generando in prossimità degli edifici scolastici problemi di gestione della sicurezza, della salubrità e di qualità della vita. 

Dati positivi arrivano, invece, dalla raccolta differenziata: nelle scuole si differenziano soprattutto carta (83,5%) e vetro (63,3%). In aumento la raccolta di organico che passa dal 48,3% del 2010 al 65,6% del 2014 e delle pile che passa dal 33,9% del 2010 al 55% del 2014. L'uso delle energie rinnovabili segna quest'anno una crescita, passando dal 13,6% del 2013 al 14,3% del 2014. 

Tra gli edifici che utilizzano rinnovabili, la maggior parte presenta pannelli fotovoltaici (71,1%), e impianti solari termici (23,4%). Cresce la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, con il 44,5%. A livello regionale fanno da portabandiera per l'utilizzo di fonti energetiche alternative Abruzzo e Puglia con rispettivamente il 40% e il 53,9% delle scuole. Maglia nera alla Lombardia, dove solo il 2,8% delle scuole utilizzano fonti rinnovabili, e a Campobasso, capoluogo molisano dove nessuna scuola utilizza fonti energetiche alternative. 

Per quanto riguarda gli edifici scolastici esposti a situazioni di rischio ambientale indoor e outdoor, scendono al 90,3% i Comuni che hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici scolastici nonostante i casi certificati di amianto siano passati dal 7,5% del 2013 al 10,1% del 2014. In flessione i dati sul radon, che viene monitorato dal 30% delle amministrazioni contro il 32% del 2013. I casi certificati restano costanti (0,5%), mentre non risulta significativa la crescita delle azioni di bonifica effettuate negli ultimi due anni.

Rispetto alle fonti d'inquinamento elettromagnetico, quest'anno è stato inserito nel questionario di Ecosistema Scuola il monitoraggio da Basse Frequenze e da Alte Frequenze, entrambi risultati tuttavia quasi pari allo zero. In crescita invece gli edifici in prossimità di elettrodotti (3,7%) e di antenne cellulari (15,4%), mentre diminuiscono di poco quelli nelle vicinanze di emittenti radio televisive. Aumentano anche gli edifici scolastici posti tra 1 e 5 km da aree industriali (17,8%), strutture militari (6,5%), aeroporti (11,7%). 

Anche quest'anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale di Ecosistema Scuola le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto Trento, seguita da Reggio Emilia e Forlì. Ci sono poi Verbania (al quarto posto), Piacenza (al quinto posto), Biella (al sesto posto), Bolzano (al settimo posto), Pordenone (all'ottavo posto), Brescia (al nono posto) e Gorizia (al decimo posto). 

Gli altri Comuni che guidano la graduatoria si distinguono per i dati complessivi ma anche per singole peculiarità. Come Bolzano, tra i primi dieci Comuni che investono di più sia in manutenzione straordinaria che ordinaria. Oppure Reggio Emilia con 66 edifici su 87 con piste ciclabili nelle vicinanze che favoriscono la raggiungibilità della scuola in modo ecologico. Singole specificità che talvolta vedono protagonisti altri comuni come Como e Verona che riescono a coprire, negli edifici dove sono presenti impianti di energia rinnovabile, il 100% dei consumi. Ci sono poi Brindisi, L'Aquila e Pisa che di distinguono per somministrare pasti 100% bio nelle mense scolastiche. Lucca, Macerata, Siena sono invece le città che garantiscono il servizio di scuolabus a tutte le scuole.

 

mercoledì 18 febbraio 2015

CARNEVALE ECOLOGICO

                           
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Il Carnevale è alle porte! Maschere, carri allegorici, stelle filanti, chiacchiere e dolci tipici: sono questi gli ingredienti caratteristici del Carnevale, la festa piena di allegria e buonumore tanto amata dai grandi ma soprattutto dai più piccini.

Milioni di bambini e di adulti in tutto il mondo sono pronti a sfilare e festeggiare travestiti con abiti di ogni tipo: dai personaggi dei cartoni a quelli dei film, dalle maschere più tradizionali a quelle più insolite, i possibili travestimenti carnevaleschi sono davvero infiniti.

Tante proposte le troviamo già in commercio ma, con un po' di fantasia e di buona volontà, perché non provare a creare da soli un bel costume di Carnevale? Riutilizzando vecchi tessuti, oggetti e materiali già presenti in casa, si possono creare numerosi abiti graziosi e originali, per assecondare le esigenze degli adulti e i desideri dei bambini, i veri protagonisti del Carnevale.

venerdì 2 gennaio 2015

LA BEFANA DI VESTE DI VERDE

                           
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
La Befana sta arrivando e porterà con se dolciumi e piccoli giocattoli per i bimbi di tutta Italia. L'epifania, grazie a noi, può diventare una festa all'insegna della sostenibilità.
Perché non sfruttare la calza della Befana per includere alimenti biologici, gustosi e decisamente graditi dai bambini? Caramelle e gomme da masticare possono essere sostituite con dolcetti alla mela, marmellate ai frutti di bosco e altro, purché provenienti dall'agricoltura a chilometro zero. Si riducono i rischi alimentari, quindi, e si riduce l'impatto del commercio sull'ambiente, abbattendo i costi e le emissioni nocive dovute al trasporto.
Si può tagliare la stoffa in tanti quadrati, per poi cucirli l'un l'altro magari con l'aiuto dei bambini. Si passerà, così, un pomeriggio di grande divertimento e il risultato sarà in perfetto stile Befana. Qualora non si avesse a disposizione della stoffa, si può ovviare utilizzando della carta colorata, strappata a forme irregolari da riviste vecchie e pronte al macero.
Perché non sfruttare la calza della Befana per includere alimenti biologici, gustosi e decisamente graditi dai bambini? Caramelle e gomme da masticare possono essere sostituite con dolcetti alla mela, marmellate ai frutti di bosco e altro, purché provenienti dall'agricoltura a chilometro zero. Si riducono i rischi alimentari, quindi, e si riduce l'impatto del commercio sull'ambiente, abbattendo i costi e le emissioni nocive dovute al trasporto.
Gran parte dei regali tecnologici, infatti, sarà stata protagonista del giorno di Natale, perciò alla Befana ci si può concentrare su qualcosa di diverso. Sono moltissime le aziende che producono "green toys" in materiale riciclato, sia esso il legno, la latta o la plastica. E si tratta di giocattoli che nulla hanno da invidiare alle controparti più pubblicizzate, soprattutto per la loro natura educativa. Non mancano puzzle, costruzioni e piccole innovazioni meccaniche che terranno il bimbo occupato per ore e ore di educativo divertimento.


 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

 
 
 
 
 

lunedì 27 ottobre 2014

GLI ITALIANI E IL VERDE

Un quadro tutt'altro che negativo emerge dall'indagine svolta da Swg per Assorel (Associazione Italiana delle Agenzie di relazioni Pubbliche) sulle opinioni e i comportamenti degli Italiani in materia di tutela dell'ambiente e consumi sostenibili: il 74% degli Italiani non giudica lo sviluppo sostenibile e la difesa dell'ambiente una moda, ma lo inserisce tra i valori fondamentali, tanto da incidere in maniera profonda sulle motivazioni di acquisto.

L'indagine, effettuata su un campione di 1500 persone rivela che per il 90% degli Italiani è importante che un'impresa si occupi di salvaguardare l'ambiente e il 78% dei consumatori è disposto a pagare di più per acquistare i prodotti di un'azienda impegnata sul fronte ambientale.

L'impegno ambientale di un'azienda è un fattore che pesa nella scelta dei prodotti e dei servizi e nell'acquisto i cittadini chiedono di essere informati sulle buone pratiche di sostenibilità delle aziende produttrici,per oltre i due terzi dei consumatori. 

Tra le soluzioni per una miglior tutela ambientale, gli Italiani mettono l'educazione a uno stile di vita attento agli sprechi (52%), maggiori controlli sugli scarichi industriali (39%), uso di energie da fonti rinnovabili (34%) e incentivi all'utilizzo di materiali ecosostenibili (32%).

Il 68% delle persone chiede che la riconoscibilità ambientale sia messa bene in evidenza sui prodotti (e non solo pubblicizzata in tv o su internet) e anche se in tempi di crisi il driver dominante resta il costo (46%), l'impegno ambientale di un'azienda è premiato ed è diventato, per il 79% degli Italiani, uno stimolo a preferirla.

Per proteggere l'ecosistema è richiesto un forte impegno individuale (53%) da ogni singolo cittadino, una maggiore volontà di governi e amministrazioni (50%), e comportamenti più virtuosi da parte delle imprese (43%).

Ben l'83% degli intervistati sottolinea che solo i singoli, con le loro micro-azioni individuali, possono dare un contributo reale alla salvaguardia dell'ambiente e l'85% degli intervistati ritiene insufficienti e i comportamenti ambientalisti degli Italiani.

Le abitudini GREEN degli Italiani sono: il 65% evita di gettare materiali inquinanti negli scarichi; il 59% rispetta l'ambiente urbano; il 52% limita i livelli della temperatura del riscaldamento; il 51% fa la raccolta differenziata e il 48% è attento a non sprecare acqua. Gli Italiani mettono meno attenzione, invece, nell'uso razionale dei detersivi (31%), nell'uso di materiali ecosostenibili (16%), nell'attenzione al tipo e quantità di imballaggi (16%).

Mentre il 35% ha l'abitudine di tenere accesi, anche se in stand by, gli apparecchi, il 21% lascia sempre inserito il caricabatteria del cellulare nella presa e il 14% lascia il televisore acceso anche se nessuno lo guarda, fortunatamente sussistono anche le buone abitudini. Il 57% evita di lasciare i caloriferi accesi quando non è in casa; il 73% non apre le finestre quando ha il condizionatore acceso; il 59% non fa partire la lavatrice o la lavastoviglie con poco carico.

Sulla raccolta differenziata emerge che: il 57% della popolazione mette da parte carta e plastica, il 55% separa il vetro, il 44% l'umido, il 36% le pile esaurite e il 33% i medicinali scaduti.

Per quanto riguarda la mobilità i dati che emergono non sono molto positivi: il 62% usa l'auto tutti i giorni, mentre il 75% degli Italiani non utilizza o usa solo saltuariamente i mezzi pubblici, la bicicletta è usata solo dal 18% degli Italiani, mentre solo il 3% sceglie il car sharing e car pooling