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venerdì 7 settembre 2018

FIGLI A SCUOLA

Tra poco inizierà nella maggior parte d'Italia il periodo scolastico. I problemi per i genitori sanno grandi e piccoli: devo mandare mio figlio a scuola prima dell'età legale? Lo devo aiutare nello svolgimento dei compiti? Come devo comportarmi con lui se prenderà un brutto voto? Questi alcuni quesiti, ma ce ne sono molti altri. Benché non ci siano regole precise, le risposte che vi indicano il comportamento le troverete, voi stessi, nel proseguio dell'anno scolastico di vostro figlio/a.

lunedì 13 novembre 2017

SCOLARI E STUDIO

Gli scolari dovrebbero  dedicare le prime ore pomeridiane, e precisamente dalle 14 alle 17, ai giochi e agli svaghi all'aria aperta, per poi studiare fino all'ora di cena. Tuttavia, se si tratta di bambini particolarmente emotivi, sempre ansiosi di non riuscire a terminare i compiti, sarà meglio lasciarli liberi di svolgerli nelle prime ore pomeridiane, perché possano poi dedicarsi, liberi da ogni preoccupazione, allo svago preferito.

venerdì 15 gennaio 2016

EDILIZIA SCOLASTICA

Legambiente ha presentato il XVI Rapporto Ecosistema Scuola, l'indagine annuale sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Per Legambiente sono ancora tante le questioni da affrontare: prima fra tutte la forte disparità territoriale che c'è tra Nord, Sud ed isole del Paese in fatto di qualità del patrimonio edilizio scolastico, di investimenti, servizi e buone pratiche sostenibili.

Nella Penisola su 6.310 edifici, circa il 65% è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974. Il 39% necessita di interventi di manutenzione urgente, il 29,3% si trova in aree a rischio sismico, il 10% in aree rischio idrogeologico e il 10,4% in aree a rischio vulcanico. 

Sono, poi, ancora davvero poche le scuole costruite con criteri di bioedilizia, sono solo lo 0,6%, mentre solo l'8,7% sono quelle edificate con criteri antisismici. Sul fronte delle pratiche sostenibili, aumentano gli edifici (14,3%) che usano energia rinnovabile mentre si registra un calo del servizio scuolabus e dei servizi scolastici. A guidare, invece, la graduatoria della qualità dell'edilizia scolastica sono sempre le città del nord. Al primo posto svetta Trento, seguita da Reggio Emilia e Forlì. Quest'anno Roma è tra le città escluse dalla graduatoria, perché ha inviato meno del 50% dei dati richiesti.
 
Per quanto riguarda i servizi scolastici, solo nel 5,3% delle mense scolastiche si servono pasti interamente biologici, così come la media di prodotti biologici che si attesta al 51,3%. Scendono poi al 55,9% le scuole che nelle mense servono acqua di rubinetto (nel 2013 erano il 65,1%). Anche i servizi relativi alla mobilità-scuola non decollano: solo il 25,8% delle scuole usufruisce del servizio scuolabus, mentre il 5,9% del servizio pedibus. Questo comporta un maggiore utilizzo nel percorso casa scuola del mezzo privato, che sta generando in prossimità degli edifici scolastici problemi di gestione della sicurezza, della salubrità e di qualità della vita. 

Dati positivi arrivano, invece, dalla raccolta differenziata: nelle scuole si differenziano soprattutto carta (83,5%) e vetro (63,3%). In aumento la raccolta di organico che passa dal 48,3% del 2010 al 65,6% del 2014 e delle pile che passa dal 33,9% del 2010 al 55% del 2014. L'uso delle energie rinnovabili segna quest'anno una crescita, passando dal 13,6% del 2013 al 14,3% del 2014. 

Tra gli edifici che utilizzano rinnovabili, la maggior parte presenta pannelli fotovoltaici (71,1%), e impianti solari termici (23,4%). Cresce la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, con il 44,5%. A livello regionale fanno da portabandiera per l'utilizzo di fonti energetiche alternative Abruzzo e Puglia con rispettivamente il 40% e il 53,9% delle scuole. Maglia nera alla Lombardia, dove solo il 2,8% delle scuole utilizzano fonti rinnovabili, e a Campobasso, capoluogo molisano dove nessuna scuola utilizza fonti energetiche alternative. 

Per quanto riguarda gli edifici scolastici esposti a situazioni di rischio ambientale indoor e outdoor, scendono al 90,3% i Comuni che hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici scolastici nonostante i casi certificati di amianto siano passati dal 7,5% del 2013 al 10,1% del 2014. In flessione i dati sul radon, che viene monitorato dal 30% delle amministrazioni contro il 32% del 2013. I casi certificati restano costanti (0,5%), mentre non risulta significativa la crescita delle azioni di bonifica effettuate negli ultimi due anni.

Rispetto alle fonti d'inquinamento elettromagnetico, quest'anno è stato inserito nel questionario di Ecosistema Scuola il monitoraggio da Basse Frequenze e da Alte Frequenze, entrambi risultati tuttavia quasi pari allo zero. In crescita invece gli edifici in prossimità di elettrodotti (3,7%) e di antenne cellulari (15,4%), mentre diminuiscono di poco quelli nelle vicinanze di emittenti radio televisive. Aumentano anche gli edifici scolastici posti tra 1 e 5 km da aree industriali (17,8%), strutture militari (6,5%), aeroporti (11,7%). 

Anche quest'anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale di Ecosistema Scuola le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto Trento, seguita da Reggio Emilia e Forlì. Ci sono poi Verbania (al quarto posto), Piacenza (al quinto posto), Biella (al sesto posto), Bolzano (al settimo posto), Pordenone (all'ottavo posto), Brescia (al nono posto) e Gorizia (al decimo posto). 

Gli altri Comuni che guidano la graduatoria si distinguono per i dati complessivi ma anche per singole peculiarità. Come Bolzano, tra i primi dieci Comuni che investono di più sia in manutenzione straordinaria che ordinaria. Oppure Reggio Emilia con 66 edifici su 87 con piste ciclabili nelle vicinanze che favoriscono la raggiungibilità della scuola in modo ecologico. Singole specificità che talvolta vedono protagonisti altri comuni come Como e Verona che riescono a coprire, negli edifici dove sono presenti impianti di energia rinnovabile, il 100% dei consumi. Ci sono poi Brindisi, L'Aquila e Pisa che di distinguono per somministrare pasti 100% bio nelle mense scolastiche. Lucca, Macerata, Siena sono invece le città che garantiscono il servizio di scuolabus a tutte le scuole.

 

martedì 1 dicembre 2015

LO SCI


Il favore di cui gode lo sci è in grande aumento presso grandi e piccoli; purtroppo sono in aumento anche gli incidenti dovuti alla pratica di questo sport. Perciò ecco alcuni consigli pratici circa le precauzioni che bisogna prendere, per evitare che una vacanza spensierata e salutare si trasformi in una serie di spiacevoli inconvenienti.

L'ALLENAMENTO

La facilità con la quale per mezzo di funivie e slittovie si raggiungono le più alte vette fa spesso dimenticare agli sciatori appassionati le più elementari precauzioni: passando dalla città alla montagna, è invece necessario dare tempo all'organismo di acclimatarsi. Si rimandino perciò le discese lunghe e impegnative al giorno seguente. Il primo giorno servirà a sgranchirsi le gambe, a verificare se l'equipaggiamento funziona, a fare una breve discesa per sciogliere i muscoli e « mettersi in forma ».

Se avete in programma un lungo soggiorno in montagna, badate di fare almeno un quarto d'ora di ginnastica: esercizi per rinforzare le caviglie, flessioni del tronco, piegamenti sulle ginocchia, esercizi per imparare a cadere « bene » e a rialzarsi.

LA FATICA

Il divertimento della discesa, l'eccitazione che si prova nel trovarsi con amici e coetanei fanno dimenticare spesso la fatica: il numero maggiore di incidenti, infatti, si verifica alla fine della giornata, quando i muscoli sono più stanchi e i riflessi meno pronti. Ricordate
che uno sport praticato in condizioni di stanchezza è molto pericoloso. Non siate quindi troppo indulgenti con voi stessi  è meglio interrompere le corse sulla neve mezz'ora prima, piuttosto che mezz'ora dopo.

Se vogliono sfruttare al massimo la loro giornata sportiva, organizzate le cose in modo che a mezzogiorno non si  faccia un vero e proprio pasto completo, che favorirebbe l'insorgere di un senso di spossatezza e di una pericolosa sonnolenza: basterà uno spuntino altamente energetico, per esempio dei panini imbottiti di carne, prosciutto, formaggio e un'abbondante porzione di frutta (arance, prugne e albicocche essiccate).

Se ne avete la possibilità, tenete presente che un buon bagno caldo alla fine della giornata è l'ideale per togliere la stanchezza.

LA SCUOLA

Se appena è possibile, iscrivete i vostri ragazzi a una scuola di sci. Generalmente si crede che questa scuola debba essere frequentata solo da coloro che vogliono diventare campioni. È invece utile a tutti: la tecnica dello sci, insegnata da bravi maestri, si apprende rapidamente, senza eccessiva fatica e mette i ragazzi in grado di godere al massimo dei soggiorni in montagna, perché riescono a superare, adagio, adagio, tutti gli ostacoli e raggiungono in pochi anni un'abilità veramente soddisfacente.

Le stazioni sciistiche più frequentate hanno tutte una scuola che rimane in efficienza per buona parte dell'anno.

domenica 23 febbraio 2014

IL LUPO IGNORANTE


 
Una mattina un pastorello conduceva al pascolo cento pecore. Alla svolta dei Tre Pini saltò fuori il lupo e, digrignando i denti, intimò: «O mi dai una pecora per colazione o faccio una strage e sbrano anche te!». Il pastorello, per prendere tempo, rispose: «Va bene: ti darò una pecora, ma voglio indicartela io.

Prendi la sessantesima del gruppo, contando dall'ultima». Il lupo confessò: «Non so contare». «Allora», riprese il ragazzo, «prendi quella nera, che sta là, dietro quel cespuglio, a sinistra». Il lupo andò, ma dietro il cespuglio c'era il grosso mastino del pastore, il quale affrontò la belva ed ebbe la meglio. Il ragazzo accorse e, vedendo il lupo morente, gli disse: «Hai visto che cosa vuol dire non saper fare di conto? Se fossi andato a scuola da piccolo, questa disavventura non ti sarebbe capitata».

Frattanto, in mezzo al gregge una pecora bigia, la sessantesima a contare dall'ultima, borbottava per conto suo: «È proprio una fortuna che certe bestie, a questo mondo, non siano andate a scuola e non sappiano contare!».