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martedì 5 novembre 2019

PANDANUS



Pandanus è una pianta abbastanza rustica, che resiste bene negli appartamenti, purché abbia sempre a disposizione acqua e luce. 
Alla base il Pandanus emette dei ricacci che fatti radicare in un ambiente ben 
caldo e umido possono dare origine ciascuno a una bella piana. Terriccio: 1/3 di terra di foglie, 1/3 di sabbia e 1/3 di letame.

martedì 28 maggio 2019

COME COLTIVARE LA MENTA FRAGOLA

La Mentha Suaveolens adora la mezz'ombra e i terreni umidi, ma è adattabile. Se la vedi rovinata o malata, potala senza timori. Non metterla però vicina ad altre piante di menta: si ibriderebbe perdendo il suo aroma.

sabato 28 aprile 2018

GERANI AL LATTE

Se volete che i vostri gerani che tenete sul balcone o sul davanzale della finestra crescano sani e rigogliosi e vi offrano una fioritura abbondante, nutriteli una volta la settimana con un bicchiere di latte.

domenica 10 dicembre 2017

COLTIVAZIONE IN VETRO


Una coltivazione adatta per questo periodo in cui le vostre piante sono in riposo: il terrarium. Vi occorre uno di quei grandissimi recipienti di vetro fatti come bicchieri da cognac o un grosso globo di vetro per pesci rossi o di qualsiasi altra forma. Ponete sul fondo uno strato di ghiaia, quindi uno strato sottile di terra universale. Su questa disponete, dopo averle tolte dal vaso alcune piantine che avrete acquistato presso un fiorista  richiedendo qualità e che possano vivere bene insieme.

Ponete altra terra tra una pianta e l'altra quindi innaffiate versando l'acqua lungo le pareti interne del recipiente. Coprite poi con un piattino, mettendo il terrarium bene in luce presso una finestra. Vedrete le piantine svilupparsi e prosperare nella vostra serra in miniatura, dove si formerà un'atmosfera umida per l'evaporazione dell'acqua che condensandosi lungo le pareti del recipiente tornerà a bagnare la terra. Occorre dare aria per un quarto d’ora una volta la settimana, innaffiando solo se il terreno si asciuga.

mercoledì 28 dicembre 2016

DECOTTO DI ORTICA


Una cura depurativa dei reni, del fegato e della cistifellea, ottima soprattutto in primavera quando questi organi sono in condizioni di affaticamento per i cibi pesanti e ricchi di grassi presi durante l'inverno, è quella ottenuta con il decotto di foglie essiccate di ortica (gr.30 in un litro d’acqua).

venerdì 23 dicembre 2016

LE CARATTERISTICHE E PROPRIETA' DELL'ANANAS


Il frutto dell'ananas spunta sulla cima di un ciuffo di foglie lunghe e spinose ed è costituito da piccole bacche, riunite insieme a formare una specie di grossa pigna a superficie scagliosa. Si tratta perciò di un frutto composto (sincàrpo), il cui interno è costituito da una polpa morbida e succosa, dal sapore assai delicato quando il frutto è ben maturo.

L'ananas destinato all'esportazione viene raccolto ancora acerbo e ciò spiega come a volte il frutto ci giunga un po' troppo asprigno (il suo succo aromatico deve essere solo lievemente acidulo), o con fibre legnose e polpa povera di succo.

Un buon ananas, invece, deve essere dolce di sapore e fornire un bicchiere abbondante di succo; questo ha ottime qualità vivificanti e rinfrescanti, essendo ricco di vitamine A, B, e C.

La polpa dell'ananas e facilmente digeribile, perché le sue fibre di cellulosa sono finemente suddivise e molto tenere; è invece piuttosto povera di calorie (50 ogni 100 grammi di frutto), perché costituita per l'85% di acqua, lo 0,5% di proteine e il 10% circa di zuccheri facilmente assimilabili.

Ricco di sali minerali, il succo dell'ananas contiene anche fermenti naturali ed enzimi (diastàsi), che ne fanno un eccellente aperitivo e uno stimolante delle funzioni digestive: è consigliato quindi a tutti, fin dalla prima infanzia, a patto che non sia bevuto troppo freddo, L'unica controindicazione è per i sofferenti di diabete, a causa della buona quantità di zuccheri che contiene.

lunedì 5 dicembre 2016

COME TENERE IN INVERNO LA SANSEVIERA



La Sansevièra - Questa bella pianta dalle foglie lunghissime come spade, che « sorgono direttamente dal vaso, è abbastanza facile da conservare. Se la mettete in un cantuccio, che riceva dalla finestra anche una mezza luce, e la lasciate in pace, ricordandovi di, annaffiarla moderatamente quando la terra è secca, in primavera avrete la soddisfazione di veder nascere molte foglie nuove e, forse, anche qualche infiorescenza profumata. Però, affinché la pianta non soffra, la temperatura dell'ambiente non deve mai scendere sotto i dieci gradi.

martedì 5 luglio 2016

LA PETUNIA

Le piante di petunia non amano che le loro foglie siano bagnate durante le innaffiature; bisogna procedere quindi con cautela, versando l'acqua intorno alle radici e non dall'alto.

martedì 28 giugno 2016

GLICINE

La pianta del glicine è grammaticalmente di genere maschile e non di genere femminile come molti ritengono; perciò si dirà e si scriverà il glicine e non la glicine.

giovedì 9 luglio 2015

LA SANSEVIERIA



La Sansevieria deve essere innaffiata pochissimo, altrimenti le sue foglie marciscono e cadono.

Basterà immergere il vaso a metà nell'acqua non troppo fredda ogni dieci giorni e tenere sempre ben pulite le foglie, per permettere loro una buona respirazione.

Aggiungere ogni tanto al terreno un buon concime minerale.

domenica 12 aprile 2015

PICCOLO GIARDINO

Se possedete un piccolo giardino non piantate arbusti tutti diversi l'uno dall'altro, ma disponeteli a gruppi di 3/4 dello stesso tipo, distanziati tra loro. seguite questo sistema anche per i fiori, creando piccole zone circolari in cui seminerete fittamente gruppi isolati di ireos, di viole, di margherite ecc: il contrasto sarà piacevole.

mercoledì 2 luglio 2014

LA CARLINA - PIANTA DI CARLO MAGNO


La Carlina è una specie d i cardo selvatico di media montagna, senza fusto, che cresce con un capolino radente al suolo, da cui si irradiano a stella le foglie spinose.

Delle circa venti qualità che si conoscono, ce ne sono alcune d i cui si mangia la base del capolino, come si fa con i carciofi. Il termine deriva da cardo, ma è alterato in "carlina" per accostamento al nome di Carlo, e sembra derivare proprio da Carlo Magno. In effetti,

un'antica leggenda narra che questo imperatore, in viaggio verso Roma, si trovasse  passare con il suo esercito, decimato dalla peste, vicino al massiccio del monte Amiata. Il suo animo era in preda all'ansia per la sorte dei suoi soldati, ed anche per la propria. Ma durante la notte, sognò un angelo che gli disse di salire sul monte e, una volta in cima, di scagliare la sua lancia il più lontano possibile: l'erba la cui radice sarebbe stata trafitta dalla lancia, doveva essere raccolta, tostata e ridotta in polvere; quindi, mescolata al vino, doveva essere somministrata ai soldati, che sarebbero guariti dalla peste. Carlo Magno, destatosi, fece come gli era stato suggerito in sogno e il suo esercito fu liberato dal terribile contagio. La leggenda conclude dicendoci che ancora oggi questo vegetale mostra nella radice il segno del colpo di lancia dell'imperatore Carlo Magno.