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venerdì 5 gennaio 2018

LA ZUCCA MIGLIORE

La zucca migliore commestibilmente deve avere i seguenti requisiti:
1 - Deve presentare una zona verde piuttosto estesa vicino alla buccia.
2 - Deve apparire dura sotto la pressione delle dita.
3 - deve essere molto asciutta.
4 - Si deve tagliare con difficoltà.
5 - Deve avere colore molto scuro e intenso.
6 - Non deve presentare macchie o segni di filamenti nella polpa.

mercoledì 26 marzo 2014

COME SCEGLIERE E CONSUMARE I FICHI


I fichi freschi e ben maturi sono morbidi, con la buccia tenera e fragile e la goccia di umore zuccherino che fuoriesce dal fondo.

I fichi freschi e ben maturi devono essere consumati rapidamente perché vanno facilmente incontro a fermentazione. I fichi che presentano una goccia di lattice bianco al taglio del picciuolo superiore e che hanno la pelle e la polpa troppo compatta sono ancora acerbi e devono essere scartati, perché sono indigesti e possono provocare nausee e acidità di stomaco. Per quanto riguarda i fichi secchi, è sempre bene diffidare di quelli venduti sciolti, ricoperti da una spessa patina biancastra che può nascondere della muffa.

I fichi secchi di buona qualità sono confezionati in pacchetti rivestiti da un involucro di cellophane e contengono frutti tutti della stessa grossezza, morbidi e senza incrostazioni; sui pacchetti deve essere indicata la zona di provenienza.

Con i fichi freschi si possono preparare squisite marmellate per l'inverno; per tale uso, una volta pelati, essi vengono cotti a lungo e rinchiusi in barattoli di vetro, ricoperti da un sottile strato di zucchero.

giovedì 27 febbraio 2014

MELONI IN CUCINA


Grazie al loro profumo e al raffinato sapore della polpa, i meloni hanno ispirato spesso i maghi della cucina.

Pur non illudendoci di poter emulare i grandi cuochi internazionali, anche noi potremo utilizzare con successo i meloni. Vediamo perciò in che modo possiamo presentarli.

Il melone può essere portato in tavola sia come antipasto che come dessert. Gli Anglosassoni lo presentano anche alla prima colazione. Secondo le regole gastronomiche, quando è consumato allo stato naturale, dovrebbe essere condito con sale e pepe se è antipasto, con zucchero in polvere se è dessert. Molti però lo pretendono sempre con sale, per cui sarà meglio portare in tavola tutti e due i condimenti.

Quando viene presentato come antipasto, si mette in ghiaccio due ore prima di servirlo; quando è ben freddo, si taglia in due, si eliminano accuratamente i semi e la parte molle e infine si taglia a fette di tre o quattro centimetri di larghezza.

Levata la scorza, si accomodano le fette in una coppa di vetro, disponendole a corona attorno a un centro fatto con pezzetti di ghiaccio.

Se accompagna invece il prosciutto crudo (può benissimo accompagnarsi anche con coppa o culatello), dopo avere tolto filamenti e semi, distaccate la polpa di ogni fetta dalla buccia, servendovi di un coltellino, ma in modo che resti attaccata a una estremità. Al momento di servire, spruzzate di sale e pepe appena macinato le fette di melone e servitele con i l prosciutto affettato sottile e arrotolato a forma di cartoccio.

Il melone si presta anche a numerose e squisite preparazioni di dessert; la più classica è senz'altro il cocktail di melone:
si taglia la polpa a piccoli dadi (oppure a palline, con l'apposito scavino), si dispone in una coppa di vetro, si spolvera di zucchero e si mette in frigorifero. Al momento di servire si può profumare con un liquore (i più adatti sono maraschino, kirsch, brandy).

martedì 11 febbraio 2014

RIMANERE GIOVANI CON LE PRUGNE


Basta mangiare ogni giorno due prugne per fornire al corpo la giusta quantità di sostanze antiossidanti, elementi che aiutano il corpo a rimanere giovane più a lungo e a prevenire cancro e problemi circolatori.

Lo rivela uno studio condotto dagli esperti del National Institute of Nutrition di Hyderabad, in India, e pubblicato sulla rivista di ricerca scientifica Food Research International. Gli scienziati hanno analizzato oltre venti tipi di frutta misurando la quantità media di sostanze antiossidanti contenute in cento grammi di polpa.

Hanno così scoperto che tra la frutta comune in tutto il mondo, in vendita nei negozi, il frutto che ne è più ricco è la prugna: ne contiene trecento milligrammi per ogni etto di polpa. Basta quindi consumare due prugne al giorno, concludono i ricercatori, per assicurarsi la quantità adeguata di queste preziose sostanze.

Agli ultimi posti in classifica ci sono banane e ananas: solo venti milligrammi.