Se sentite un po' di languore allo stomaco prendete, a piccoli sorsi, una bevanda composta da un tuorlo d'uovo fresco sbattuto a lungo con un cucchiaio di miele e diluito con latte caldo.
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lunedì 23 luglio 2018
lunedì 14 maggio 2018
GONFIORI DI STOMACO
Contro i gonfiori di stomaco giova il tè di finocchio, che si prepara mettendo in infusione in acqua bollente per dieci minuti un cucchiaio di semi di finocchio per tazza.
mercoledì 15 novembre 2017
NON AFFATICHIAMO LO STOMACO
Quante volte ci siamo
sentiti consigliare dal medico una dieta leggera per non affaticare lo stomaco?
Molte volte certamente
e sempre a questo punto sorgono gli stessi interrogativi: quali alimenti sono permessi?
Si deve mangiare in bianco? Quali sono i cibi proibiti? Il medico, a seconda dei
casi da consigli diversi, perché logicamente non si possono dettare regole precise
e adatte a tutti gli stomachi. Qualche indicazione di ordine generale però è possibile
e sempre utile da seguire durante malattie febbrili, dispepsie, convalescenze e
disturbi di cuore quando si deve mangiare
leggero.
ALGUNI CONSIGLI
IGIENICI
Prima di tutto bisogna
considerare che lo stomaco è molto sensibile alla forma e al volume degli
alimenti: finché lo stomaco è in grado di spingere facilmente il suo contenuto
nell’intestino, le funzioni digestive procedono con la minima fatica, anche se i
succhi gastrici non funzionano a dovere.
Prima regola quindi da
osservarsi per non affaticare lo stomaco è che gli alimenti ingeriti siano accuratamente
masticati e mai in quantità eccessiva.
I pasti dovranno
perciò essere presi a brevi intervalli ed essere formati da cibi sostanziosi, di
poco volume, e non troppo solidi.
Oltre ai pasti troppo
copiosi, sarà vietato anche bere eccessivamente mentre si mangia; ciò è quasi
'sempre causa di digestioni laboriose per cui sarà meglio bere a stomaco vuoto o
quasi e lontano dai pasti.
Prima e dopo aver mangiato
è bene riposare un po' per conciliare e poi aiutare la digestione.
I cibi dovranno essere
sempre caldi: tutto ciò che è freddo è più pesante per lo stomaco.
Nel periodo estivo sono
ben accette anche le bevande fresche, ma non quelle ghiacciate, che sono mal tollerate
e spesso nocive. Il vino è utile, se leggero e preso in piccola quantità, dannoso
se troppo alcolico o preso in eccesso. Naturalmente sono vietati i liquori.
lunedì 5 giugno 2017
BRUCIORI DI STOMACO
I bruciori di stomaco si possono attenuare masticando piano delle bacche di ginepro.
mercoledì 12 aprile 2017
CONVALESCENTI E DISTURBI ALLO STOMACO
Per i convalescenti da disturbi di stomaco il primo cibo, leggero, digeribilissimo e saporito sarà costituito da un pantrito preparato nel seguente modo: si pongono a rosolare in gr 30 di burro tre cucchiaiate di pantrito finissimo.
Dopo qualche minuto si diluisce il composto con due ramaioli di brodo leggero o di acqua bollente a cui si sarà aggiunta una puntina di estratto di carne; si aggiunge sale, un pomodoro spellato e tritato finemente o mezzo cucchiaino di conserva di pomodoro e si lascia cuocere per una decina di minuti.
mercoledì 15 febbraio 2017
MEDICINA PRATICA
Contro l'emicrania: se le pastiglie antinevralgiche non servono, provare con una tazza di caffè forte, bollente e ben zuccherato, cui sia stato aggiunto il succo di mezzo limone.
Contro l'acidità di stomaco: una tazza di tè d'ortica bevuta dopo i pasti.
Per facilitare la digestione: un cucchiaino di zucchero dopo ogni pasto.
Contro l'insonnia: un bicchiere di latte caldo, nel quale sarà stato sciolto un cucchiaio di miele, prima di coricarsi.
mercoledì 7 dicembre 2016
PROPRIETA' DEL BICARBONATO
- II bicarbonato di sodio
neutralizza gli acidi, cioè combatte la loro azione. Per questo motivo si usa
come antiacido quando si soffre di acidità di stomaco (iperacidità o ipercloridria
provocata da un'eccessiva formazione di acido cloridrico nello stomaco). La dose
media da prendersi è di mezzo cucchiaino da caffè in un po' d'acqua.
- Serve ottimamente per
calmare l’irritazione della gola provocata dalla tosse (basta sciogliere un cucchiaino
di bicarbonato in una bacinella di acqua bollente e aspirare i vapori che si sprigionano
da essa).
Sempre per
inalazioni, favorisce anche l'espettorazione nelle tossi con catarro.
lunedì 4 maggio 2015
SALVIA E FEGATO
Se si soffre di fegato e disturbi di stomaco, evitate di aggiungere la salvia alle minestre e alle pietanze; è di difficile digestione specialmente se unita agli arrosti.
sabato 4 aprile 2015
FACILE DIGESTIONE
Per facilitare la digestione quando si sente pesantezza
di stomaco e non si vuole abusare del bicarbonato o di altri preparati specifici,
si facciano bollire per dieci minuti in un quarto dì litro d'acqua 4 fette di limone. Si beva caldo e ben zuccherato.
Lo stesso risultato si ottiene bevendo una tazzina
di caffé oppure una scodellina di brodo, l'uno e l'altro ben bollenti, con l'aggiunta
del succo di mezzo limone.
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giovedì 12 marzo 2015
MAL DI TESTA DA STOMACO
Il mal di testa dovuto a imbarazzo di stomaco scompare in breve tempo bevendo una tazza di brodo caldo dentro cui è stato spremuto il succo di mezzo limone.
mercoledì 26 marzo 2014
COME SCEGLIERE E CONSUMARE I FICHI
I fichi freschi e ben maturi sono morbidi, con
la buccia tenera e fragile e la goccia di umore zuccherino che fuoriesce dal
fondo.
I fichi freschi e ben maturi devono essere
consumati rapidamente perché vanno facilmente incontro a fermentazione. I fichi
che presentano una goccia di lattice bianco al taglio del picciuolo superiore e
che hanno la pelle e la polpa troppo compatta sono ancora acerbi e devono
essere scartati, perché sono indigesti e possono provocare nausee e acidità di
stomaco. Per quanto riguarda i fichi secchi, è sempre bene diffidare di quelli
venduti sciolti, ricoperti da una spessa patina biancastra che può nascondere
della muffa.
I fichi secchi di buona qualità sono
confezionati in pacchetti rivestiti da un involucro di cellophane e contengono
frutti tutti della stessa grossezza, morbidi e senza incrostazioni; sui
pacchetti deve essere indicata la zona di provenienza.
Con i fichi freschi si possono preparare squisite
marmellate per l'inverno; per tale uso, una volta pelati, essi vengono cotti a
lungo e rinchiusi in barattoli di vetro, ricoperti da un sottile strato di
zucchero.
giovedì 9 gennaio 2014
IL RISO
Il consumo di riso, nel nostro paese, è in
media piuttosto modesto, sebbene l'Italia sia, fra i paesi europei, il maggior
produttore di questo cereale.
Occorre però precisare che mentre nel Nord il
consumo è elevato (in Lombardia si giunge a una media annua di 20 chilogrammi a
testa) nel Sud esso si riduce di molto, data la spiccata preferenza di queste popolazioni
per la pasta.
TRA PASTA E RISO, MEGLIO IL RISO
Dal punto di vista calorico, riso e pasta si equivalgono
in quanto ambedue sono costituiti in gran parte da idrati di carbonio.
Tuttavia il confronto fra riso e pasta si risolve
a vantaggio del primo per i seguenti motivi:
1) gli idrati di carbonio del riso vengono utilizzati
quasi completamente, con minime e trascurabili perdite;
2) contiene minor quantità di cellulosa ed è
quindi più facilmente digeribile;
3) il valore delle sue proteine è quasi pari a
quello delle proteine contenute nella carne. È vero che sono presenti in
piccola quantità, ma hanno un notevole valore nutritivo. A questo proposito, è
abbastanza significativo che esistano popoli i quali si nutrono quasi
esclusivamente di riso.
NUTRE SENZA AFFATICARE LO STOMACO
L'alto potere energetico, la facile
digeribilità e la presenza delle proteine raccomandano il consumo di riso a
tutte le età.
Soltanto il riso è in grado di risolvere il difficile
dilemma di tutti coloro che hanno bisogno di un'alimentazione abbondante, senza
affaticare troppo lo stomaco.
Si raccomanda perciò...
...agli sportivi che spesso, a poca distanza dai
pasti, sono chiamati a sforzi e fatiche ,
... ai lavoratori manuali e intellettuali, compresi
gli studenti, che riprendono il lavoro o lo studio quando ancora hanno — come
si dice — « il boccone in gola »;
...e, soprattutto, ai sofferenti di disturbi gastro-intestinali
ed epatici. Costoro, molto spesso, a causa della digestione lenta e difficile, sono
costretti a ridurre la quantità dei cibi introdotti ad ogni pasto. In questo caso
pertanto il riso svolge addirittura un'autentica azione curativa, come avviene ad
esempio nei casi di ipertensione: un regime a base di riso e frutta, con assoluta
esclusione di sale (la cosiddetta dieta di Kempner) si rivela molto efficace nel
trattamento di questa malattia.
CONSIGLI PER LA PREPARAZIONE
Per poter beneficiare pienamente dell'elevato
valore nutritivo del riso, sarebbe consigliabile consumare quello non brillato ossia
quello che non è stato privato della cuticola esterna dove si trova soprattutto
la vitamina B1. Oggi,
però, è difficilissimo trovare in commercio riso che non sia stato « trattato »
(e quindi privato di molte sue proprietà).
Usando qualche accorgimento è possibile, anche
usando risi brillati, ridurre al minimo le perdite di valore nutritivo.
Anzitutto, si cerchi di evitare o di limitare il lavaggio del riso: ciò è
possibile senz'altro con le varietà più pregiate, che offrono le migliori
garanzie igieniche; per le varietà comuni, si cerchi di ridurlo al minimo indispensabile.
Per quanto riguarda la cottura sarebbe ideale
quella a vapore che mantiene intatto il patrimonio vitaminico e salino.
Purtroppo, le possibilità di cottura a
vapore, per il riso, sono piuttosto poche; si abbia cura, ad ogni modo, di
farlo cuocere il minimo indispensabile e si utilizzi, per quanto possibile,
l'acqua di cottura per recuperare i sali che in essa si sono disciolti.
Da qualche tempo alcune tra le più
qualificate industrie alimentari hanno messo in vendita una particolare qualità
di riso che in seguito a un particolare trattamento, conserva intatto tutto il
suo prezioso patrimonio nutritivo di proteine, vitamine e Sali minerali, che
spesso va sprecato nell'acqua.
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