Siete dei pasticcieri per diletto? Un consiglio per quando farete i bignè: la pasta sarà migliore e più morbida se vi aggiungete un pizzico di lievito in polvere.
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sabato 20 ottobre 2018
giovedì 26 aprile 2018
TEMPI DI COTTURA PASTA FRESCA E RISO
La pasta fresca fatta in casa è cotta al punto giusto quando alza il bollore per la seconda volta se il formato è piccolo e per la terza volta se il formato è grande.
Per il riso in brodo occorrono dai 18 ai 20 minuti di cottura, per il risotto dai 20 ai 25 minuti.
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sabato 24 giugno 2017
GLI SPAGHETTI
Gli spaghetti per la pasta asciutta non si gettano, contrariamente a quanto potreste credere ed a quanto molti solitamente fanno, nell'acqua tutti in una volta, ma a riprese successive, sparpagliandoli a raggiera e mescolandoli poi di continuo.
domenica 12 febbraio 2017
FERMARE LA COTTURA
Prima di scolare la pasta o il riso bollito, gettate nella pentola un bicchiere abbondante di acqua fredda, riuscirete così a fermare la cottura che altrimenti continuerebbe anche dopo che il fuoco è stato spento.
giovedì 9 febbraio 2017
PASTA AL GLUTINE
Una tecnica dietetica
è l'arricchimento della pasta alimentare col « glutine », e la conseguente preparazione
della pasta glutinata.
Il glutine, principio
alimentare di altissime qualità, è una miscela di proteine che si trova nello
strato esterno (cariosside) dei chicchi di cereali e specialmente del grano.
Esso viene quasi
totalmente perduto nella preparazione della farina e la pasta comune ne risulta
praticamente priva.
Estraendolo però con
procedimenti speciali dalle cellule del grano e aggiungendolo artificialmente alla
pasta, si ridà a quest'ultima tutto il potere nutritivo del chicco di grano.
Il glutine è stato giustamente
chiamato « carne vegetale, poiché le proteine di cui è costituito hanno lo stesso
valore di quelle della carne e contengono tutti gli aminoacidi di cui abbisogna
il nostro organismo.
La pasta glutinata quindi
è uno dei prodotti più preziosi nell'alimentazione dei bambini di ogni età, di tutti
i malati e dei convalescenti, soprattutto di malattie intestinali.
Per il suo ottimo sapore
è utile anche per arricchire la dieta degli individui inappetenti.
Poiché è largamente usata
nell'alimentazione dei bambini, la pasta glutinata viene preparata quasi esclusivamente
in forme minutissime e filamenti sottili (capelli d'angelo).
La sua bontà dipende,
oltre che dal tasso di glutine aggiunto, anche dalla farina di frumento usata. La
cottura della pastina glutinata, oltre che nel brodo, può essere fatta nel
latte; si ottiene in tal modo un piatto di insostituibile
valore alimentare.
sabato 11 giugno 2016
LA QUALITA' MIGLIORE DELLA PASTA
Sotto tutti i punti
di vista la pasta migliore è quella di grano duro.
Come riconoscere i due
tipi?
Dal prezzo? Esso dovrebbe,
evidentemente, essere in relazione al pregio della pasta. Ma spesso la pasta di
grano tenero viene venduta allo stesso prezzo della pasta pregiata. La stessa
analisi chimica non è del resto in grado di individuare da quale tipo di grano derivi
una pasta.
La differenza di pregio
si manifesta soltanto al momento della cottura. Un buon metodo per giudicare la
qualità della pasta, consiste nel prelevare un po' d'acqua della cottura in un bicchiere
ed esaminarla in trasparenza: più l'acqua è limpida, più la pasta è buona.
Sarà tuttavia opportuno
ricordare, all'atto dell'acquisto, che la pasta di grano duro è di color giallo-ambrato,
ha trasparenza accentuata e superficie levigata, mentre la pasta di grano tenero
è di color chiaro, biancastro, ha trasparenza ridotta e superficie piuttosto ruvida.
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lunedì 7 marzo 2016
LA PASTA FA INGRASSARE?
Tutti gli alimenti, quando ne mangiamo in quantità eccessiva, fanno ingrassare:
quindi non soltanto la pasta, ma anche il pane, le uova, la carne, il burro ecc.
devono essere consumati in giusta misura. Nel caso della pasta la giusta misura,
per una persona normale, è rappresentata da 100-120 grammi giornalieri, che ,forniscono
all’organismo 60-70 grammi di idrati di carbonio (amido).
Consumata in questa dose, purché non si ecceda
nei condimenti, la pasta non fa ingrassare.
Solo una quantità superiore
può essere pericolosa per la linea
martedì 29 dicembre 2015
I GRISSINI
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Non sono altro che pane biscottato a forma di
bastoncini, preparato senza lievito, con farina di frumento, acqua e sale. Sono
cotti al forno due volte e contengono perciò pochissima acqua (circa il 12%
contro il 36% del pane). Il loro contenuto di idrati di carbonio è molto alto
(75%), e quindi, rispetto al pane ordinario, sono molto più nutrienti. Data la
loro doppia cottura sono di facile digeribilità (come lo è la crosta del pane
rispetto alla mollica): la tostatura della pasta, infatti, riduce il contenuto di
acqua e rende gli amidi più assimilabili;
bisogna dire però che in tal modo viene anche
ridotto il contenuto vitaminico. I grissini hanno un discreto tasso di proteine
vegetali (9%) e di sali (1,5%). Essi sono molto ben accetti al palato essendo
croccanti e saporiti; specie se confezionati di
recente sono teneri e friabili. Per il loro alto potere nutritivo e la facile digeribilità
sono particolarmente adatti ai dispeptici, agli ammalati e ai bambini.
Costituiscono inoltre un prezioso aiuto nel passaggio da una dieta liquida a
una semisolida (malattie febbrili, enterocoliti).
Vi sono oggi in commercio diverse qualità di
grissini, ma i più famosi sono quelli torinesi, lunghi e sottili, che vengono
ormai prodotti ovunque su larga scala. Sembra che essi siano apparsi per la
prima volta a Torino sulla fine del 1600, inventati dal famoso fornaio Antonio
Brunero. La loro presenza sulla tavola era molto apprezzata da Napoleone
Bonaparte che era solito chiamarli “ les petits bàtons de Turin”.
martedì 14 luglio 2015
COME CONDIRE LA PASTA
Condire la pastasciutta può sembrare anche
agli occhi dei più inesperti un procedimento elementare, di cui non mette conto
parlare.
Eppure anche per questo c'è una « tecnica » particolare,
destinata a dare il risultato migliore.
Da scartarsi senz'altro il sistema, usato nei
ristoranti, di servire la pasta scolata dall'acqua, con qualche cucchiaiata di sugo
e qualche ricciolo di burro posato in superficie. In questo modo, il condimento
viene poi malamente amalgamato con la pasta e il burro tarda a sciogliersi,
poiché la pasta, nel passaggio dalla cucina alla tavola, ha perso molto del suo
calore, quel calore necessario, appunto, a far fondere completamente il burro.
Appena cotta, la pasta deve essere rovesciata
nel colapasta, dove deve rimanere solo quel tanto che occorre a far passare l'acqua
di cottura, senza che la pasta si asciughi troppo. Si mettono nella pentola ancora
calda dove è stata cotta la pasta il burro o il condimento necessario, vi si
rovescia di nuovo la pasta che si mescola rapidamente con due forchette o con
una forchetta e un cucchiaio, secondo la qualità della pasta stessa, e si serve
poi, almeno in inverno, nella terrina scaldata.
Il formaggio parmigiano, grattugiato all'ultimo
momento, si serve normalmente a parte nella formaggiera. Alcune ricette invece richiedono
che il parmigiano sia aggiunto direttamente al condimento.
Il parmigiano si usa soltanto per completare un
condimento di grasso. Con condimenti di magro, infatti, il formaggio è
considerato dai buongustai un'eresia. Comunque, se avete degli ospiti, dovrete
tenere pronto in ogni caso il parmigiano grattugiato: può darsi che qualcuno lo
gradisca anche coi condimenti di magro.
Non deve mancare sulla tavola, quando
servirete la pasta condita con salse a base di crostacei o di pesci, il macinino
del pepe, poiché questo tipo di condimento va ben pepato. È meglio tuttavia non
eccedere nel pepe durante la preparazione di questi sughi, perché vi sono
persone che non lo tollerano.
L'aggiunta facoltativa di pepe fatta direttamente
dai commensali al momento del pranzo accontenta i vari gusti individuali ,
senza minacciare la salute di nessuno.
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giovedì 16 aprile 2015
CONDIMENTO PRIMAVERILE
Un condimento primaverile per la pasta asciutta
si ottiene facendo cuocere nel burro, con l'aggiunta di sale, pepe e parmigiano
grattugiato, la parte tenera di una ventina di asparagi. Al termine della
cottura si aggiunge basilico tritato e qualche pomodoro spellato e tagliato a
striscioline.
mercoledì 14 gennaio 2015
TORTE GONFIATE
Per far gonfiare meglio le torte al forno, prima della cottura conficcatevi verticalmente due o tre maccheroni: serviranno come camini d'aerazione.
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giovedì 9 gennaio 2014
IL RISO
Il consumo di riso, nel nostro paese, è in
media piuttosto modesto, sebbene l'Italia sia, fra i paesi europei, il maggior
produttore di questo cereale.
Occorre però precisare che mentre nel Nord il
consumo è elevato (in Lombardia si giunge a una media annua di 20 chilogrammi a
testa) nel Sud esso si riduce di molto, data la spiccata preferenza di queste popolazioni
per la pasta.
TRA PASTA E RISO, MEGLIO IL RISO
Dal punto di vista calorico, riso e pasta si equivalgono
in quanto ambedue sono costituiti in gran parte da idrati di carbonio.
Tuttavia il confronto fra riso e pasta si risolve
a vantaggio del primo per i seguenti motivi:
1) gli idrati di carbonio del riso vengono utilizzati
quasi completamente, con minime e trascurabili perdite;
2) contiene minor quantità di cellulosa ed è
quindi più facilmente digeribile;
3) il valore delle sue proteine è quasi pari a
quello delle proteine contenute nella carne. È vero che sono presenti in
piccola quantità, ma hanno un notevole valore nutritivo. A questo proposito, è
abbastanza significativo che esistano popoli i quali si nutrono quasi
esclusivamente di riso.
NUTRE SENZA AFFATICARE LO STOMACO
L'alto potere energetico, la facile
digeribilità e la presenza delle proteine raccomandano il consumo di riso a
tutte le età.
Soltanto il riso è in grado di risolvere il difficile
dilemma di tutti coloro che hanno bisogno di un'alimentazione abbondante, senza
affaticare troppo lo stomaco.
Si raccomanda perciò...
...agli sportivi che spesso, a poca distanza dai
pasti, sono chiamati a sforzi e fatiche ,
... ai lavoratori manuali e intellettuali, compresi
gli studenti, che riprendono il lavoro o lo studio quando ancora hanno — come
si dice — « il boccone in gola »;
...e, soprattutto, ai sofferenti di disturbi gastro-intestinali
ed epatici. Costoro, molto spesso, a causa della digestione lenta e difficile, sono
costretti a ridurre la quantità dei cibi introdotti ad ogni pasto. In questo caso
pertanto il riso svolge addirittura un'autentica azione curativa, come avviene ad
esempio nei casi di ipertensione: un regime a base di riso e frutta, con assoluta
esclusione di sale (la cosiddetta dieta di Kempner) si rivela molto efficace nel
trattamento di questa malattia.
CONSIGLI PER LA PREPARAZIONE
Per poter beneficiare pienamente dell'elevato
valore nutritivo del riso, sarebbe consigliabile consumare quello non brillato ossia
quello che non è stato privato della cuticola esterna dove si trova soprattutto
la vitamina B1. Oggi,
però, è difficilissimo trovare in commercio riso che non sia stato « trattato »
(e quindi privato di molte sue proprietà).
Usando qualche accorgimento è possibile, anche
usando risi brillati, ridurre al minimo le perdite di valore nutritivo.
Anzitutto, si cerchi di evitare o di limitare il lavaggio del riso: ciò è
possibile senz'altro con le varietà più pregiate, che offrono le migliori
garanzie igieniche; per le varietà comuni, si cerchi di ridurlo al minimo indispensabile.
Per quanto riguarda la cottura sarebbe ideale
quella a vapore che mantiene intatto il patrimonio vitaminico e salino.
Purtroppo, le possibilità di cottura a
vapore, per il riso, sono piuttosto poche; si abbia cura, ad ogni modo, di
farlo cuocere il minimo indispensabile e si utilizzi, per quanto possibile,
l'acqua di cottura per recuperare i sali che in essa si sono disciolti.
Da qualche tempo alcune tra le più
qualificate industrie alimentari hanno messo in vendita una particolare qualità
di riso che in seguito a un particolare trattamento, conserva intatto tutto il
suo prezioso patrimonio nutritivo di proteine, vitamine e Sali minerali, che
spesso va sprecato nell'acqua.
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