http://elparlavadeperlu.myblog.it/

giovedì 21 gennaio 2016

SAPER PARLARE


Non si dice « ma però », locuzione formata da due congiunzioni entrambe avversative. Basterà usarne una sola: « ma » o « però »:
Si eviterà così un errore molto diffuso.

mercoledì 20 gennaio 2016

LA CADUTA DEI CAPELLI


Tutti sanno che il nostro organismo risulta dalla composizione equilibrata di vari organi, i quali, pur svolgendo ciascuno una propria funzione, sono collegati l'uno all'altro come ingranaggi di una macchina. Anche il capello non sfugge a questa regola, esso cioè non ha una vita propria e indipendente dal resto del corpo, ma è legato sia allo stato della pelle, da cui prende origine, sia allo stato generale dell'organismo.

La radice del capello si trova nello spessore della pelle, e poiché questa è soggetta a uno svariato numero di malattie, il capello ne subisce le conseguenze. Lo stato di salute della pelle, quindi, influenza d i rettamente il nutrimento, la crescita, la robustezza, la lucentezza, in definitiva la vita stessa del capello.

Anche le condizioni dell'organismo possono riflettersi sullo stato dei capelli: infatti, alcune malattie generali (malattie infettive, intossicazioni, esaurimenti) possono provocare la caduta dei capelli. Ecco perché per evitare inconvenienti non è sufficiente difendere la propria capigliatura, ma bisogna curare tutto l'organismo.

martedì 19 gennaio 2016

COME SI MANIFESTA L'ASMA


L'asma generalmente si manifesta sotto forma di attacchi di varia intensità e durata che si possono ripetere più o meno frequentemente.

Un attacco asmatico è preceduto quasi sempre da particolari disturbi al naso come prurito, secrezione sierosa, improvviso senso di ostruzione simile a quello che si verifica nel raffreddore. Tali disturbi sono accompagnati da un senso di costrizione al torace che va man mano aumentando mentre la respirazione si fa sempre più difficile anche per la presenza di catarro che non si riesce a espettorare.

L'ammalato si agita e cerca affannosamente di respirare la maggior quantità d'aria possibile. Superata la fase critica dell'attacco, il respiro dell'ammalato si fa meno pesante e l'espettorazione del catarro più facile, mentre finalmente l'aria penetra nei polmoni liberamente. Dopo l'attacco rimane nell'ammalate un penoso senso di spossatezza. Gli attacchi possono durare poche ore oppure prolungarsi per più ore o addirittura per più giorni.

lunedì 18 gennaio 2016

GUSTOSA TORTA DI MELE


 
Una gustosa torta di mele.

Occorrente: Kg 1 di mele - 10 cucchiai di zucchero - 10 cucchiai di pangrattato – 1 bicchiere di Marsala - gr 50 di burro.

Come si prepara:

Tagliare le mele a fettine sottili, disporre uno strato in una tortiera bassa imburrata, cospargere sullo strato di mele un po' di pane grattugiato finemente, qualche goccia di Marsala, qualche fiocchetto di burro, due cucchiai di zucchero.

Ripetere gli strati fino a esaurire tutti gli ingredienti (l'ultimo strato sarà di zucchero, Marsala, burro, pangrattato).

Mettere in forno la torta a buon calore e far cuocere finché le mele son cotte e la superficie della torta ben dorata.

domenica 17 gennaio 2016

CRAVATTE SPORCHE

Le cravatte di seta molto sporche si puliscono immergendole in una tazzina di trementina, lasciandole a bagno qualche minuto, facendole sgocciolare bene (lontano dal fuoco però!) e lasciando asciugare al sole.

sabato 16 gennaio 2016

EMERGENZA SMOG

10 proposte per vivere meglio
L'emergenza smog attanaglia sempre più spesso le nostre città e, complice il bel tempo, le polveri sottili stagnano condannando i cittadini a respirare massicce dosi di inquinanti. 
 
Legambiente ha invitato il Governo, i ministeri dell'Ambiente, della Salute e delle Infrastrutture e i Comuni a intervenire con politiche concrete ed efficaci per garantire una migliore qualità dell'aria e della vita in tutte le città, a partire da queste dieci proposte:
 
1000 treni per i pendolari. Annunciati nel 2006 dal Governo Prodi, che fece sperare in una nuova politica dei trasporti, ma mai arrivati. Intanto i disservizi, l'affollamento dei convogli e il forte disagio per chi viaggia, porta sempre più persone a scegliere l'auto per entrare e uscire dalle città negli spostamenti quotidiani casa-lavoro.

Fuori i diesel dalle città. Limitazione della circolazione in ambito urbano dei veicoli più inquinanti (auto e camion) sul modello adottato dalla città di Parigi: entro il 2016 divieto di circolazione di tutti i veicoli degli euro0 ed euro1, e dei diesel (auto e camion) euro2. Entro il 2017 divieto esteso a diesel euro3 e poi a crescere sino a vietare nel 2020 la circolazione dei veicoli diesel euro5 (quelli venduti sino ad oggi).

Nuovi controlli sulle emissioni reali delle auto: applicazione immediata dei nuovi criteri di prova di omologazione per i veicoli immessi sul mercato, con verifica su strada e dichiarazione obbligatoria dei risultati reali di consumo e di inquinamento risultanti. Richiesta già avanzata da Legambiente ma ancora senza risposta.

Ridurre la velocità. Imporre a livello nazionale il limite di 30 km/h all'interno dei centri abitati, con l'eccezione delle principali arterie di scorrimento. Con effetti sulla riduzione dell'inquinamento atmosferico e acustico derivante dall'uso dell'auto e grandi benefici in termini di sicurezza stradale, riducendo notevolmente il numero di incidenti.

Chi inquina paga. Prevedere, con una disposizione nazionale, l'estensione del modello dell'Area C milanese a tutte le grandi città e con una differente politica tariffaria sulla sosta, i cui ricavi siano interamente vincolati all'efficientamento del trasporto pubblico locale.

Muoversi in città... senza l'auto. Approvare un piano nazionale che imponga target di mobilità a livello urbano (sul modello della raccolta differenziata) per arrivare entro due anni ad una quota di spostamenti individuali motorizzati al di sotto del 50% del totale. A partire da questo obiettivo fissare target ambiziosi per arrivare nel giro di 6-8 anni sotto il 30%.

Prevenire è meglio che curare. Serve un serio Piano nazionale antismog in cui il governo assuma un ruolo guida importante, dotato di risorse economiche, obiettivi misurabili e  declinabili. La priorità deve essere la realizzazione di nuove linee metropolitane e di tram, a cui devono essere vincolate da subito almeno il 50% delle risorse per le infrastrutture, da destinare alle città. Occorre infine una verifica dei piani di risanamento dell'aria delle regioni e delle principali città per garantire una uscita dall'emergenza entro i prossimi cinque anni.

Stop ai sussidi all'autotrasporto per migliorare il TPL. Dal 2000 al 2015 sono stati dati circa 400 milioni in media l'anno all'autotrasporto e anche per il 2016 gli aiuti diretti e indiretti saranno pari a 250 milioni di euro. Chiediamo che tali risorse siano, al contrario, destinate ad incrementare e migliorare il trasporto pubblico locale e il servizio per i cittadini.

Riscaldarsi senza inquinare. Divieto di uso di combustibili fossili, con esclusione del metano, nel riscaldamento degli edifici a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Obbligo di applicazione della contabilizzazione di calore nei condomini in tutta Italia a partire dalla prossima stagione di riscaldamento. Obiettivo del 3% all'anno sulla riqualificazione degli edifici pubblici e privati per attuare il piano europeo per ammodernare o ricostruire l'intero patrimonio edilizio entro 30 anni.

Ridurre l'inquinamento industriale. Occorre applicare autorizzazioni integrate ambientali (AIA) stringenti, come prevedono le norme europee e nazionali e rendere il sistema del controllo pubblico efficace. Per fare ciò occorre però sbloccare l'iter di approvazione della legge sul sistema delle Agenzie e dei controlli ambientali ferma al Senato da oltre un anno.




venerdì 15 gennaio 2016

EDILIZIA SCOLASTICA

Legambiente ha presentato il XVI Rapporto Ecosistema Scuola, l'indagine annuale sulla qualità dell'edilizia scolastica, delle strutture e dei servizi scolastici della scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado di 96 capoluoghi di provincia. Per Legambiente sono ancora tante le questioni da affrontare: prima fra tutte la forte disparità territoriale che c'è tra Nord, Sud ed isole del Paese in fatto di qualità del patrimonio edilizio scolastico, di investimenti, servizi e buone pratiche sostenibili.

Nella Penisola su 6.310 edifici, circa il 65% è stato costruito prima dell'entrata in vigore della normativa antisismica del 1974. Il 39% necessita di interventi di manutenzione urgente, il 29,3% si trova in aree a rischio sismico, il 10% in aree rischio idrogeologico e il 10,4% in aree a rischio vulcanico. 

Sono, poi, ancora davvero poche le scuole costruite con criteri di bioedilizia, sono solo lo 0,6%, mentre solo l'8,7% sono quelle edificate con criteri antisismici. Sul fronte delle pratiche sostenibili, aumentano gli edifici (14,3%) che usano energia rinnovabile mentre si registra un calo del servizio scuolabus e dei servizi scolastici. A guidare, invece, la graduatoria della qualità dell'edilizia scolastica sono sempre le città del nord. Al primo posto svetta Trento, seguita da Reggio Emilia e Forlì. Quest'anno Roma è tra le città escluse dalla graduatoria, perché ha inviato meno del 50% dei dati richiesti.
 
Per quanto riguarda i servizi scolastici, solo nel 5,3% delle mense scolastiche si servono pasti interamente biologici, così come la media di prodotti biologici che si attesta al 51,3%. Scendono poi al 55,9% le scuole che nelle mense servono acqua di rubinetto (nel 2013 erano il 65,1%). Anche i servizi relativi alla mobilità-scuola non decollano: solo il 25,8% delle scuole usufruisce del servizio scuolabus, mentre il 5,9% del servizio pedibus. Questo comporta un maggiore utilizzo nel percorso casa scuola del mezzo privato, che sta generando in prossimità degli edifici scolastici problemi di gestione della sicurezza, della salubrità e di qualità della vita. 

Dati positivi arrivano, invece, dalla raccolta differenziata: nelle scuole si differenziano soprattutto carta (83,5%) e vetro (63,3%). In aumento la raccolta di organico che passa dal 48,3% del 2010 al 65,6% del 2014 e delle pile che passa dal 33,9% del 2010 al 55% del 2014. L'uso delle energie rinnovabili segna quest'anno una crescita, passando dal 13,6% del 2013 al 14,3% del 2014. 

Tra gli edifici che utilizzano rinnovabili, la maggior parte presenta pannelli fotovoltaici (71,1%), e impianti solari termici (23,4%). Cresce la copertura dei consumi da fonti rinnovabili, con il 44,5%. A livello regionale fanno da portabandiera per l'utilizzo di fonti energetiche alternative Abruzzo e Puglia con rispettivamente il 40% e il 53,9% delle scuole. Maglia nera alla Lombardia, dove solo il 2,8% delle scuole utilizzano fonti rinnovabili, e a Campobasso, capoluogo molisano dove nessuna scuola utilizza fonti energetiche alternative. 

Per quanto riguarda gli edifici scolastici esposti a situazioni di rischio ambientale indoor e outdoor, scendono al 90,3% i Comuni che hanno effettuato monitoraggi sulla presenza di amianto negli edifici scolastici nonostante i casi certificati di amianto siano passati dal 7,5% del 2013 al 10,1% del 2014. In flessione i dati sul radon, che viene monitorato dal 30% delle amministrazioni contro il 32% del 2013. I casi certificati restano costanti (0,5%), mentre non risulta significativa la crescita delle azioni di bonifica effettuate negli ultimi due anni.

Rispetto alle fonti d'inquinamento elettromagnetico, quest'anno è stato inserito nel questionario di Ecosistema Scuola il monitoraggio da Basse Frequenze e da Alte Frequenze, entrambi risultati tuttavia quasi pari allo zero. In crescita invece gli edifici in prossimità di elettrodotti (3,7%) e di antenne cellulari (15,4%), mentre diminuiscono di poco quelli nelle vicinanze di emittenti radio televisive. Aumentano anche gli edifici scolastici posti tra 1 e 5 km da aree industriali (17,8%), strutture militari (6,5%), aeroporti (11,7%). 

Anche quest'anno si riconfermano in testa alla graduatoria nazionale di Ecosistema Scuola le città capoluogo del centro nord. Svetta al primo posto Trento, seguita da Reggio Emilia e Forlì. Ci sono poi Verbania (al quarto posto), Piacenza (al quinto posto), Biella (al sesto posto), Bolzano (al settimo posto), Pordenone (all'ottavo posto), Brescia (al nono posto) e Gorizia (al decimo posto). 

Gli altri Comuni che guidano la graduatoria si distinguono per i dati complessivi ma anche per singole peculiarità. Come Bolzano, tra i primi dieci Comuni che investono di più sia in manutenzione straordinaria che ordinaria. Oppure Reggio Emilia con 66 edifici su 87 con piste ciclabili nelle vicinanze che favoriscono la raggiungibilità della scuola in modo ecologico. Singole specificità che talvolta vedono protagonisti altri comuni come Como e Verona che riescono a coprire, negli edifici dove sono presenti impianti di energia rinnovabile, il 100% dei consumi. Ci sono poi Brindisi, L'Aquila e Pisa che di distinguono per somministrare pasti 100% bio nelle mense scolastiche. Lucca, Macerata, Siena sono invece le città che garantiscono il servizio di scuolabus a tutte le scuole.