Per calmare i pruriti più ribelli prendete una manciata di foglie fresche o secche di menta e fatele bollire per un quarto d'ora in mezzo litro d'acqua; applicate l'impiastro e proverete un immediato sollievo.
martedì 7 febbraio 2017
lunedì 6 febbraio 2017
PER LA STRADA IN COMPAGNIA
Se si è in diversi a camminare
insieme per la strada, non si va in fila indiana come scolari, ma neanche si procede
affiancati come militari in marcia occupando il marciapiede in tutta la sua larghezza:
ci si scagliona invece in gruppetti ragionevoli e non ingombranti.
Quando il gruppetto è
formato da tre persone si lascia in mezzo quella di maggior riguardo: perciò,
se si tratta di due uomini con una ragazza, sarà la ragazza a stare nel mezzo;
se si tratta di due ragazze e una signora, sarà la signora ad avere il posto di
riguardo.
Naturalmente quando si
trovano insieme tre persone di uguale età, sesso e importanza, la
regola non ha più valore e ciascuno si disporrà come capita.
Se le persone sono
due, il posto di riguardo (in una coppia, quello della signora) non è sempre la
destra, come molti credono, bensì il posto più comodo e sicuro: in genere quello
dalla parte interna del marciapiede, comunque quello dove il terreno è più agevole.
L'uomo che accompagna
una signora baderà sempre a farla camminare nel modo per lei più comodo; se il terreno
è accidentata le farà strada o la sosterrà, ma non esagererà in attenzioni,
continuando a saltellarle intorno per lasciarla sempre dalla parte giusta: questo
infastidirebbe la signora assai più che il dover badare ogni tanto a dove mettere
i piedi o il trovarsi per breve tratto all'esterno del marciapiede.
È l'uomo,
naturalmente, che deve adattare il proprio passo a quello della donna, e non viceversa;
quindi, l'uomo che è in compagnia di una signora non terrà un'andatura da maratoneta,
dal canto suo, però, la donna che è in compagnia di un uomo, eviterà di fare passettini
da gallina, ma assumerà un'andatura piuttosto sciolta e spedita, cui l'uomo possa
adattarsi con facilità e disinvoltura.
Quando si esce con dei
bambini, questi devono essere tenuti per mano, o comunque strettamente
sorvegliati, prima di tutto per evitare che finiscano sotto le ruote di un'automobile,
in secondo luogo per impedire che infastidiscano i passanti con corse impetuose,
cartellate, sgambetti, spintoni, e con tutte le altre esuberanti manifestazioni
che caratterizzano i ragazzini.
Prima degli incroci si
rallenta il passo.
Non si attraversa la strada
chiacchierando, o indugiando a metà, o sparpagliandosi in ogni senso come
pecore matte.
Non ci si ferma a
conversare ingombrando il marciapiede.
Non si fa crocchio se
non per pochissimi minuti: se si prevede una lunga conversazione, la si va a fare
in un bar o a casa propria.
Non si fanno cenni col
dito per indicare persone o cose lontane da noi.
Non ci si chiama da un
marciapiede all'altro.
Non si fanno schiamazzi,
né si parla ad alta voce richiamando l'attenzione dei passanti.
domenica 5 febbraio 2017
COME SERVIRE IL PANE
Il pane, come l'acqua,
si porta in tavola sempre all'ultimo momento.
Nei pranzi eleganti il
cestino del pane non sta sulla tovaglia, ma, sui tavolo di servizio e spetta a
chi serve fare attenzione a che i commensali non ne restino privi. La persona che
serve in tavola, dunque, passerà di tanto in tanto col cestino già preparato e con
le pinze appoggerà il pane alla sinistra del commensale.
Quando però non c'è
una cameriera che possa occuparsi del servizio il cestino del pane può
benissimo stare sulla tovaglia; ogni commensale si servirà da solo, offrendo il
suo aiuto anche agli altri.
Mentre si apparecchia
la tavola, in alto, a sinistra di ciascun coperto si dispongono due fettine
sottili di pane, che vanno appoggiate direttamente sulla tovaglia o, meglio ancora,
su un piattino.
I panini, se sono piccoli,
si presentano sempre interi: nell'apparecchiare basta metterne uno per ogni commensale.
Il pane grosso (come quello
toscano, pugliese, ecc.) si taglia a fette sottili che, se risultano
troppo grandi, vanno ancora divise trasversalmente.
Il pane tostato si
usa molto per la prima colazione, e si serve a fettesu un unico piatto di
portata, dal quale ognuno prende la quantità che desidera.
Il pan carré che è particolarmente
adatto per le tartine, si presenta a fettine sottili, variamente decorate, su vassoi
o grandi piatti. È meglio togliere preventivamente la crosta.
Grissini, gallette, cracker
si tolgono dalle scatole o dai sacchetti in cui sono conservati e si appoggiano
direttamente sulla tovaglia.
Non conoscendo le abitudini
e i gusti dei propri invitati, è bene disporre alla sinistra di ciascun coperto
una fettina di pane (o un panino), due o tre grissini e qualche cracker.
sabato 4 febbraio 2017
VERDURA E FRUTTA IN SCATOLA
Anche nell'acquisto di
frutta (pere, pesche, pesche, ananas, ciliegie, ecc.), verdura (spinaci. piselli,
fagioli, pomodori, lenticchie ecc.), marmellate e succhi di frutta in scatola si
deve dare la preferenza alle marche migliori e osservare esternamente le scatole
per vedere se sono presenti dei rigonfiamenti provocati da fermentazioni.
Questi prodotti, che contengono
generalmente una buona quantità di vitamina C, dopo aver aperto a scatola, si conservano
un po' più a lungo della carne. I succhi di frutta in particolare sono spesso pastorizzati
come il latte, e conservano di conseguenza intatte tutte le caratteristiche del
prodotto fresco.
Quindi il moderno metodo
dell’inscatolamento, oltre a essere una importante conquista sul piano sociale,
presenta innegabili vantaggi nella pratica quotidiana: questa è la ragione della
fama e della grande diffusione che i cibi in scatola hanno conquistato nella civiltà
del 2000.
venerdì 3 febbraio 2017
IL CUORE IN CUCINA
Il valore nutritivo di
questo muscolo privo di grasso, saporito e a buon mercato, si Può paragonare a quello della
polpa di manzo o di vitello.
Per essere fresco
deve avere carne soda e pesante. Se invece di essere rossa la sua carne tende al
nero, vuol dire che la macellazione non è molto recente.
Il cuore del vitello e
dei giovani bovini, sia pure presentando una notevole compattezza delle sue fibre,
è abbastanza tenero, e può venire ut[lizzato per pietanze molto gustose ed economiche.
Può essere preparato come
il fegato, a fettine cotte alla griglia o saltate rapidamente al burro, o anche
farcito e cotto poi arrosto o in umido. Ricco di albumina e di grassi, fonti di
molte calorie, il cuore può quindi essere considerato un alimento che può arricchire
la tavola.
giovedì 2 febbraio 2017
CAPI DI LANA PESANTI
Per pulire a fondo i capi di lana pesante, spazzolateli con una spazzola a setole rigide, inumidita in acqua fredda e ammoniaca (2 cucchiai per un litro d'acqua). quando sono asciutti spazzolateli a secco.
mercoledì 1 febbraio 2017
CUCINA FRANCESE
Sebbene molti affermino
che la prima cucina del mondo è la cinese, non c'è dubbio che sul piano internazionale
la più conosciuta e la più apprezzata è la cucina francese.
Le sue ricette più raffinate
e classiche hanno fatto il giro del mondo
e i grandi in ogni epoca, sono stati indiscussi “maghi” della gastronomia.
CUCINA FRANGESE CLASSIGA
È quella dei piatti
più famosi, dalla serie di pietanze elaborate presentate in modo mirabile e
accompagnate da vini sceltissimi. I nomi di queste pietanze compaiono sulle liste
dei ristoranti e degli alberghi di ogni paese nella lingua originale, tanto che
si può dire che la lingua ufficiale della gastronomia internazionale sia il francese.
CUCINA FAMILIARE
La cosiddetta cucina borghese,
quella delle famiglie francesi, è meno conosciuta ma, anche se meno raffinata di
quella classica è sempre di qualità. Infatti il francese, a qualunque classe appartenga,
vuole mangiar bene e ancora oggi non si è adattato ai pasti moderni, affrettati
e poveri di pietanze e di condimenti, accompagnati da anonimi vinelli.
CUCINA REGIONALE
Come quella italiana,
la cucina regionale francese è ricchissima ed estremamente varia; ogni regione ha
i suoi piatti tipici, diversi gli uni dagli altri, e ciò per la varia configurazione
della Francia che dal Mediterraneo sale fino alla Manica, e dalle coste dell'oceano
si estende quasi fino al centro del continente. È la cucina che il turista ha modo
di conoscere meglio sia viaggiando nelle varie regioni, sia, più semplicemente,
scegliendo a Parigi i ristoranti, le trattorie, i bistrots regionali, nei quali
la cucina è spesso affidata a cuochi del posto.
RICCA, GUSTOSA, ELABORATA
I condimenti sono la prima
e più importante caratteristica della cucina francese. Si tratta di una cucina molto
ricca di grassi: burro, lardo, e soprattutto, panna di latte, una panna densa e
cremosa che entra in innumerevoli ricette e in particolare nelle salse di cui la
gastronomia francese è particolarmente ricca.
Proprio le salse
rappresentano infatti l’immancabile complemento di molte ricette: salse calde
ricche di verdure e di spezie, salse fredde vellutate e soffici, sughi di carne
che si valgono dell'aggiunta di vini pregiati o di cognac.
Ma la cucina francese
non sarebbe quella che è se non si valesse di un ingrediente che essa sa
utilizzare al massimo: la modesta cipolla, trasformata in raffinata pietanza o in
gustoso contorno.
Molte pietanze sono cucinate
a lungo e appartengono a quella cucina detta mijotée, che significa appunto lunga e lenta
cottura.
Appare chiaro che la cucina
francese unisce alle doti che la rendono apprezzatissima dai buongustai, anche un
eccezionale valore nutritivo rispetto ad altre cucine europee; essa può quindi
rivelarsi troppo ricca e poco digeribile per chi non ne abbia l'abitudine. Anche
i pasti familiari, sebbene meno elaborati di quelli classici, rappresentano un
tipo di alimentazione eccezionalmente ricca: non per nulla il mal di fegato gode,
in Francia, di un vero primato...
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